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Brilla la stella di Milinkovic-Savic

Giorgia Baldinacci Grinta, tecnica, talento. Sergej Milinkovic-Savic, la porti un bacione a Firenze ché il serbo se lo coccola la Lazio: «Ha grandi potenzialità e qualità importanti. Sta facendo...

Grinta, tecnica, talento. Sergej Milinkovic-Savic, la porti un bacione a Firenze ché il serbo se lo coccola la Lazio: «Ha grandi potenzialità e qualità importanti. Sta facendo molto bene e crescendo tanto». Parole al miele, promozione con dieci e lode firmata da Pioli. La duttilità e l'intelligenza tattica rendono il centrocampista classe '95 un jolly prezioso per la Lazio, basta rivedere la sfida con l'Hellas Verona: il serbo è dappertutto, aiuta i compagni a orchestrare la manovra e si rende pericolo in avanti. Sfiora più volte il gol, spesso di testa, sua grande dote. Ci ha messo ben poco a convincere Pioli a preferire il 4-2-3-1, per lasciarlo libero da trequartista, e a condannare Mauri alla panchina. Quando una stella esplode, si vede presto, l'investimento estivo della società comincia a dare i suoi frutti. Dalla sfida col Dnipro, al Genoa e al Verona: la crescita di Milinkovic è stata lenta ma costante. Ora pare inarrestabile, se ne sono accorti in molti: «Ma lasciamolo in pace, senza fare paragoni», ci va cauto Pioli. Astro della Serbia, Sergej, non solo della Lazio. Djordjevic e Basta, suoi connazionali, gli fanno da chioccia in biancoceleste: «E' una sorpresa per tutti - lo elogia l'attaccante - è veramente bravo, tiene palla e vince molti duelli. È giovane ma diventerà un grande giocatore, io e Dusan lo aiuteremo».

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