La Spagna è di Fabio Aru. Il corridore sardo ha firmato l’impresa, complice anche un crollo verticale di Tom Dumoulin, colui che fino a ieri mattina sembrava destinato a vincere la Vuelta. L’Astana, che soprattutto al Giro d’Italia è stata criticata molto nella propria condotta di gara e nella tattica, stavolta ha coronato la giornata perfetta con la conquista della maglia rossa. Sulla penultima salita di giornata Aru ha chiesto ai propri compagni di passare in testa e di provare ad alzare il ritmo, così ha provato ad attaccare con un’azione d’altri tempi, a 50 km dal traguardo. Del resto, se si voleva provare a mettere alle corde Dumoulin non si poteva fare altrimenti; l’attacco ha portato i suoi frutti, in quanto tutti gli altri big sono riusciti a tenere la ruota del sardo, in particolare Joaquin Rodriguez che poteva essere decisamente pericoloso, ma il portacolori della Giant Alpecin ha dovuto alzare sempre più bandiera bianca. Nel frattempo davanti ad Aru si è svolta tutta un’altra corsa. Il trionfo è andato a Ruben Plaza, spagnolo della Lampre-Merida. Dietro di lui è da segnalare il bellissimo terzo posto di Alessandro De Marchi, il quale, grazie a queste fughe da lontano, si è ormai prenotato ufficiosamente un posto per la nazionale azzurra che andrà ad affrontare il mondiale di Richmond a fine mese. La Escorial - Cercedilla, tappa di 176 km, ha visto quindi il 24/o posto nella classifica di tappa di Fabio Aru, ma grazie a questo piazzamento la maglia rossa è sua. Così, a soli 25 anni, il sardo conquista il suo primo grande giro a tappe, lui che è passato professionista nel 2013 e ha già conquistato il terzo posto nella classifica finale del Giro d’Italia 2014 e il secondo al Giro 2015. «Sapevamo che il percorso non era facile – ha affermato il sardo – ho parlato con il mio grande amico Paolo Tiralongo, il quale mi ha motivato per attaccare. Ovviamente non mi dimentico che Alberto Contador è il mio idolo e durante tutti questi anni mi ha dimostrato che bisogna sempre provarci e attaccare, anche da lontano: per fare questa azione mi sono ispirato a lui. Sicuramente la cronometro è stato un momento molto importante di questa Vuelta - prosegue il sardo - infatti ci sono stati distacchi abbastanza ampi. Mi sono preparato abbastanza bene quest'anno a crono. Non dico che fossi contentissimo del risultato, però avevo migliorato la mia prestazione rispetto al Giro. Non nascondo che dovrò lavorare ancora su questa specialità che è sempre più importante nei grandi Giri. È stata una Vuelta molto dura, con molto stress e tante cadute. Quindi anche le energie mentali erano molto importanti». Tom Dumoulin, crollato mentalmente oltre che fisicamente, chiude al sesto posto in classifica generale: probabilmente nei giorni scorsi ha speso molto, soprattutto nella cronometro da lui dominata, ma il giovane portacolori della Giant ha comunque dimostrato che in futuro anche lui potrà competere per una grande corsa a tappe. Oggi (diretta tv Eurosport dalle 14) passerella finale a Madrid.
Aru nuovo Re di Spagna
Ciclismo Tappa fatale a Dumoulin che perde quasi 4 minuti dal sardo L’italiano si prende la maglia rossa e oggi l’arrivo trionfale a Madrid
