Una pillola dorata, una superba terapia per l'atletica italiana a tre settimane dall'inizio dei campionati mondiali di Pechino. Li ha offerti ieri pomeriggio a piene mani Gianmarco Tamberi sulla pedana tedesca di Eberstadt. Migliorare di un centimetro un primato nazionale di salto in alto è un'aspirazione e un traguardo, legittimi per un atleta di livello che trascorre ore ed ore della giornata a fissare e sfidare un'asticella sospesa in aria come un invito e una provocazione. Ma migliorarlo di tre centimetri, da 2.34 a 2.37, rappresenta una gigantesca parabola tecnica ed umana, ed un insulto perfettamente riuscito alla forza di gravità. L'impresa è stata firmata da un giovane di ventitré anni che dalla seconda adolescenza aveva deciso di inseguire e migliorare l'eredità tecnica lasciatagli nella stessa specialità dal padre Marco. Il centimetro era nelle normali prospettive di miglioramento di un record stabilito dallo stesso atleta di Civitanova Marche all'inizio del mese di luglio a Colonia, altra pedana fortunata in terra tedesca. Che l'abbattimento del primato fosse nell'aria era quindi nelle previsioni. Il dubbio restava casomai legato al nome del titolare della nuova prestazione, Gianmarco Tamberi o Marco Fassinotti, il ventiseienne torinese cui era già riuscito in quattro occasioni, dall'inizio dell'anno, toccare quote superiori a 2.30, e che aveva spesso mostrato, forse più dell'avversario, una rassicurante continuità agonistica. Ieri pomeriggio, mentre Fassinotti restava ancorato alla misura di 2.30, mentre la medaglia di bronzo olimpica Derek Drouin, canadese, uguagliava con 2.37 la sua migliore prestazione stagionale, esaltato dal 2.33 superato al primo tentativo, premiato dal record italiano di 2.35 realizzato alla terza delle tre prove a disposizione, Tamberi si è sollevato senza incertezze al di sopra della misura superiore, valicandola al primo tentativo dinanzi al pubblico della piccola località del Baden-Würtenberg che fa della gara annuale il principale evento cittadino e che già in passato fu testimone di grandi prestazioni internazionali, prime tra esse i primati mondiali realizzati dall'efebo polacco Jacek Wszola, 2.35 nel 1978, e dal cinese Zhu Jianhua, 2.39 nel 1984. Il 2.37 di Tamberi, magnifico viatico in vista dei prossimi campionati, costituisce la terza misura mondiale nelle classifiche della specialità.
Tamberi salta 2.37 Record da favola
Una pillola dorata, una superba terapia per l'atletica italiana a tre settimane dall'inizio dei campionati mondiali di Pechino. Li ha offerti ieri pomeriggio a piene mani Gianmarco Tamberi sulla...
