La giornata perfetta - l’ennesima - della scherma azzurra si chiude con il doppio trionfo mondiale del fioretto confermando così il valore del più capiente e continuo serbatoio di medaglie per l’Italia. A Mosca, davanti al presidente della federazione internazionale Alisher Usmanov, ricchissimo magnate uzbeko dei metalli, le squadre azzurre hanno trionfato battendo entrambe in finale i padroni di casa della Russia. Pronosticabile la vittoria delle ragazze, il dream team azzurro che mette in bacheca il quindicesimo titolo iridato per il fioretto femminile - il terzo di fila - con Elisa Di Francisca, Martina Batini e Arianna Errigo in pedana - il ct Andrea Cipressa ha preferito non schierare Valentina Vezzali - che hanno superato le russe per 45-36 con la Francia che conquista il bronzo. All’ultima stoccata comincia la festa con le coreografie portafortuna del quartetto, amuleto sfregato anche sabato con la Spagna e ieri con l’Ungheria, in semifinale, superata agevolmente con il risultato di 45-18.Un risultato atteso dopo le delusioni dell’individuale parzialmente compensate dall’oro della siciliana Rossella Fiamingo nella spada e quello della sciabola maschile a squadre. Vittoria che sa di riscatto per Arianna Errigo, 27enne monzese, bronzo nell’individuale: «Vincere e confermarsi non è mai facile, quindi siamo contentissime. È davvero una bella soddisfazione. Abbiamo imitato i ragazzi della sciabola e fatto quello che dovevamo fare. È andata bene così». Al posto della veterana Valentina Vezzali una convincente Martina Batini: «No, non ho preso il suo posto - commenta la 26enne pisana della Forestale - ho tirato io perché forse Valentina era un po’ stanca. La squadra comunque vince e perde insieme ed io ho forse dato quella scossa che è servita anche alle altre». L’altra jesina del quartetto, oltre alla Vezzali, è Elisa Di Francisca, 33enne olimpionica: «Vincere qui in Russia ha tutto un altro sapore. Quest’oro riscatta anche il nostro torneo individuale: ci piace vincere tutte insieme, l’Italia è un paese di altruisti». Assente in pedana ma come sempre fondamentale la Vezzali, al venticinquesimo podio iridato che sa di passaggio di consegne. «Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo - spiega la pluricampionessa olimpica - le ragazze sono state tutte molto brave ed è stato bello vincere davanti al pubblico russo e a Usmanov, una grande soddisfazione. La Batini ha riconfermato di essere all’altezza, ma ce ne sono tante che possono fare bene. Per me ovviamente è una sorta di passaggio di consegne, è il ciclo della vita». La qualificazione olimpica per Rio 2016 è quasi compromessa - sarebbero i suoi sesti Giochi - con solo due posti disponibili per il fioretto, e quella di ieri potrebbe essere l’ultima apparizione in pedana per l’onorevole Vezzali, eletta con la Scelta Civica di Monti nel 2013. Ora si parla di lei per un posto da sottosegretario allo sport in un possibile rimpasto del governo Renzi. Tesa fino agli ultimi assalti la finale maschile con Andrea Baldini, Giorgio Avola - non utilizzato dal ct -, Daniele Garozzo ed Andrea Cassarà, guidati in panchina da Andrea Cipressa, che hanno battuto la Russia dell’ex tecnico azzurro Stefano Cerioni per 45-38 (bronzo alla Cina). Nell’ultimo incrocio, quello con il russo Cheresiminov, Baldini si trova in vantaggio 40-37, grazie alla buona prova di Garozzo. Il livornese fa l’en plein, cinque colpi, ed è festa azzurra, senza balletti a differenza delle ragazze, ma con la stessa gioia: «Il nostro obiettivo era ipotecare un biglietto per Rio. Ci siamo riusciti». Il bilancio finale della spedizione dell’Italia a Mosca è di cinque medaglie, quattro ori e un bronzo, e il secondo posto nel medagliere alle spalle dei padroni di casa della Russia. L’appuntamento è a Rio.
Un fioretto è per sempre
Ai mondiali di Mosca doppio trionfo per l’Italia a squadre Ultima competizione della Vezzali: «È il ciclo della vita»
