Sport

Il re delle corse impossibili

Il campione romano Giorgio Calcaterra «Non cerco i record, seguo la passione»

Spesso i numeri valgono più di tante parole. Quelli di Giorgio Calcaterra, romano, classe 1972, sono impressionanti: 3 volte campione del mondo nell’ultramaratona (100km), oltre 1.000 gare con un solo ritiro, 16 maratone corse in un anno sotto le 2h 20 (record mondiale), vincitore per 10 anni consecutivi della Firenze-Faenza di 100km. Come nasce questa passione per la corsa? «È un istinto che ho avuto subito, fin da bambino, mi piacevano i giochi in cui si correva, tipo nascondino». A 10 anni la sua prima maratona di Roma. «Si correva in mezzo alla gente. Ricordo l’emozione della gara, la gioia all’arrivo, il clima festoso. Lì c’erano i manifesti delle altre corse che si poteva disputare e mio padre capì subito la mia passione. Da quel giorno ho fatto gare su gare». Lei detiene il record mondiali di maratone corse in un anno sotto le 2 ore e 20 (16). Come ci si prepara per correre così tanto? «In realtà non è che volevo mettere quel record, praticamente neanche me ne sono accorto. Quando sono arrivato alla quattordicesima maratona in un anno ho saputo che c’era la possibilità di fare il primato. La mia preparazione classica consiste in 30 km al giorno, 15 la mattina e 15 il pomeriggio dal lunedì al giovedì. Poi due giorni di scarico, dove faccio "solo" 15 o 8 km e poi la domenica le gare». Dalle maratone è passato alle ultramaratone, ad esempio la 100 km Firenze-Faenza che ha vinto per 10 volte consecutive, l’ultima lo scorso maggio. Troppo pochi 42 chilometri? «L’ho fatto per curiosità, per sfida, mi sembrava più un’avventura che una gara. Poi ho visto che è una corsa a tutti gli effetti e mi sono appassionato molto a questa distanza. Bisogna dosare molto bene le energie, cercare di essere più uniformi possibili, non partire né troppo forte né troppo piano. Anche il discorso alimentare è diverso, nei 42 km non c’è bisogno di programmare ristori, nei 100 km sì. Ogni atleta mangia cose diverse, io assumo carboidrati liquidi, altri la frutta». Come riesce a conciliare questa passione con il lavoro? «La mia passione è anche il mio lavoro, mezza giornata la dedico alla corsa, l’altra al mio negozio di sport a Prati. Anche questo comunque è un modo per vivere questa disciplina». Ci svela il suo segreto? «Per durare nel tempo di ci vogliono costanza, passione e non bisogna esagerare. Io ho tenuto sempre in mente questi principi». Tra allenamenti e gare ha mai calcolato quanti chilometri ha fatto in carriera? «Corro circa 800 chilometri al mese, da 33 anni. Faccia un po’ lei il calcolo». Sono circa 320.000 chilometri... Obiettivi futuri? «Il campionato mondiale di 100 km, il 12 settembre in Olanda. Ne ho già vinti 3, l’ultima volta vinto nel 2012, mi piacerebbe fare ancora una bella figura».

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