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La «calda» estate della Federcalcio

Il flop dell’Under 21, il caso Lega Pro, i guai di Lotito e le inchieste giudiziarie Tavecchio prova a respingere l’assedio alla Figc. E oggi c’è consiglio federale

E tutti i debiti vennero al pettine. A meno di un anno dall’elezione al soglio pallonaro della Federcalcio, il presidente Carlo Tavecchio è alle prese con situazioni a dir poco scomode. Colpa del calcio. Le Procure della Repubblica di Cremona, Catanzaro e Catania stanno portando avanti indagini su tutto il fronte: dalla serie A fino all’Eccellenza non c’è un campionato che si salva. Il presidente federale prova a tenere in piedi un sistema che fa acqua da tutte le parti: all’inizio non si aiutava, ora non lo aiutano. I suoi maggiori sostenitori sono quasi tutti caduti in disgrazia, a partire da Mario Macalli, inibito fino al 31 agosto: al di là della sentenza del Collegio di garanzia dello sport del Coni, il presidente della Lega Pro potrebbe perdere la poltrona nel giro di pochi giorni. Se martedì prossimo non verrà approvato il bilancio del 2014, è molto probabile l’intervento del Coni che - per bocca del suo presidente Malagò - ha già espresso la ferma intenzione di commissariare la Lega Pro. Il presidente Macalli ha fiutato l’aria, tanto da prendere in considerazione l’idea di dimettersi prima dell’assemblea di martedì che potrebbe segnare in modo definitivo la sua avventura. I suoi sodali vorrebbero evitare in ogni modo il commissariamento. Un commissario negli uffici di Firenze potrebbe andare dritto al cuore del problema, ovvero far luce su «Calcio Servizi», ovvero la tesoreria della Lega Pro che tanto ha fatto discutere in questi ultimi tempi. L’eventuale mossa di Macalli appare tardiva, per risolvere i problemi della terza lega del calcio italiano non basterebbe una bacchetta magica mentre il fronte dei suoi oppositori si ingrossa come un fiume in piena nel periodo delle piogge. Senza dimenticare il caso Lotito-Iodice che potrebbe portare al deferimento del consigliere federale. Sul fronte della Lega Dilettanti la situazione va anche peggio: il presidente Felice Belloli è stato sfiduciato dopo le frasi infelici di natura sessista pronunciate nel consiglio del dipartimento del calcio femminile. Sfiduciato, ma non dimesso. È rimasto aggrappato alla sua poltrona in attesa di chissà quale evento. La Procura federale ha aperto un’inchiesta, entro agosto il vice presidente vicario Antonio Cosentino dovrà indire nuove elezioni: spinge il partito delle quote rosa, pronto a proporre una candidatura «riparatrice». Il presidente Tavecchio è sempre stato un fervido sostenitore del calcio femminile, dalla lega dilettanti non arriveranno scossoni verso la sua poltrona presidenziale. Diverso è il discorso della Lega Pro dove un cambio al vertice potrebbe spostare una fetta pesante di consensi verso l’opposizione. La Lega di serie B ha molti meno problemi, ma ora è chiamata ad affrontare i casi Catania e Teramo. «Il campionato potrebbe slittare di qualche settimana - ha dichiarato il presidente di Lega B Andrea Abodi - abbiamo bisogno di pulizia e chiarezza». Al di là della politica e dei processi sportivi e penali, anche il fallimento sportivo dell’Under 21 nell’Europeo di categoria non aiuta la Federazione; non tanto l’eliminazione dal torneo, quanto la mancata partecipazione a Rio 2016 è un danno di immagine clamoroso per tutto il movimento calcistico italiano. Di Biagio dovrà prendersi le sue responsabilità, ma al momento Tavecchio ha molto altro a cui pensare. Nel Consiglio federale di oggi - convocato a Via Allegri alle 13 - all’ordine del giorno ci sono i ripescaggi nei campionati professionistici (verranno applicati i vecchi criteri), la fruibilità degli stadi e i rapporti tra società, tesserati e tifosi. Il capitolo ripescaggi potrebbe presentare qualche discussione sulle cifre da versare a fondo perduto. Per il resto ordinaria amministrazione, in attesa del Consiglio.

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