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L’Osservatorio di Gianfranco Giubilo

Quell’amichevole inutile che non piace neanche al ct

A rrivederci a settembre. Come (cattiva) abitudine, il primo impegno azzurro della prossima stagione arriverà a cavallo dei primissimi turni di campionato, ma Antonio Conte ha un calendario molto morbido, la qualificazione per l'Europeo di Francia diventa quasi una formalità. I club sperano che il prezzo da pagare non sia troppo elevato, la Samp dovrà aspettare qualche mese per ritrovare in efficienza De Silvestri, che ha donato alla Patria un crociato, pur non avendo alcuna vocazione all'eroismo. Prima di regalarsi un meritato riposo, con tanti campioni che dovranno affrontare l'approccio ai severi esami dell'Europa maggiore, la Juve e le romane, ci sarà ancora una faccenda da sbrigare, quell'amichevole di martedì sera a Ginevra con il Portogallo, della quale tutti, senza esclusione, avrebbero volentieri fatto a meno. Professionisti esemplari, gli Azzurri, che a Spalato hanno dato fondo alla residue energie, che non potevano essere rilevanti in questo finale di stagione. Credo che neanche il cittì sia entusiasta di questa serata in Svizzera, difficile che fronteggiare il pallaeggio dei portoghesi, spesso sterile nonostante il carisma di CR7, possa contribuire a una crescita tecnica o atletica della formazione uscita a testa alta dal confronto con la Croazia, incapace di riproporsi ai livelli di San Siro. Dunque giustificato ottimismo per il cammino futuro. Anche se è giusto fare attenzione alle sorprese, in queste qualificazioni che confermano una recente tendenza: le squadre materasso sono un lontano ricordo.

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