Il giudice chiama e mister Mancini risponde. «Ora le spiego tutto». Roberto Mancini, accusato della bancarotta di Igm Costruzioni Srl e indagato insieme ad altre sei persone, ha chiarito la sua posizione non tralasciando i particolari della vicenda: «Ho conosciuto l'avvocato Gagliardi molto tempo fa, era il testimone di nozze di mia moglie». Da quel momento era nato anche un rapporto professionale: «Aveva una procura generale per gestire le mie società. Io ho fatto il calciatore e successivamente l'allenatore quindi mi rivolgevo a professionisti per i miei investimenti». Ma quando decide di dare uno sguardo alle sue società si accorge che l'avvocato avrebbe venduto un immobile a sua insaputa non corrispondendogli parte del guadagno. Dopo i reclami del mister, l'avvocato avrebbe restituito il denaro, 72mila euro. Soldi che Mancini avrebbe girato a Spendolini per la ristrutturazione di un immobile. Successivamente quest'ultimo avrebbe dato gli assegni a Gigli, il direttore della banca di Ancona, che li avrebbe poi negoziati. «Ho fatto una cortesia a due professionisti stimati e rispettabili», ha affermato Gigli. «Gli interrogatori hanno chiarito la triangolazione del denaro tra Mancini, Spendolini e Gigli - afferma Luca Ripoli, legale di Gigli - è emerso che non esiste l'eventuale dolo ipotizzato e relativo al reato di riciclaggio».
Bancarotta e assegni, Mancini chiarisce
Andrea Ossino Il giudice chiama e mister Mancini risponde. «Ora le spiego tutto». Roberto Mancini, accusato della bancarotta di Igm Costruzioni Srl e indagato insieme ad altre sei persone, ha...
