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Gatlin vola e fa tris al Golden Gala

All’Olimpico l’americano stacca tutti e vince i 100 metri per il terzo anno di fila «Pronto per sfidare Bolt ai mondiali». Deludono le azzurre Trost e Grenot

Lo aveva come obiettivo e lo ha centrato con estrema facilità. Justin Gatlin è riuscito a cogliere il terzo successo consecutivo a Roma nella 35ª edizione del Golden Gala dedicato al mitico Pietro Mennea. Lo statunitense, reduce dall'eccezionale 9.74 di Doha, in apertura di Diamond League, e dal 19.68 sui 200 a Eugene, ha ottenuto il record del Golden Gala fermando il cronometro a 9.75. Niente ha potuto il campione europeo indoor Jimmy Vicaut (10.02 la scorsa settimana) che ha portato a casa il primato stagionale con 9.98. A questo punto pensare al duello con Usain Bolt in vista dei mondiali di Pechino di agosto è più che lecito ricordando che nel 2013 proprio Gatlin riuscì nell'impresa di battere sul suolo romano l’uomo più veloce del mondo. «Roma è una città piena di storia e anche io voglio scriverla - ha detto l’americano - ora torno a casa per prepararmi per i campionati nazionali prima di andare ai mondiali in Cina. Cercherò di gareggiare il più possibile per prepararmi al meglio in modo da affrontare Usain in piena forma. Qui in Italia ho un’accoglienza unica e torno con piacere a Roma». Parla cubano il salto triplo che ha registrato la misura del sensazionale Pedro Pablo Pichardo atterrato a 17.96 nuovo record del meeting. L'argento di Mosca 2013 ha dimostrato di avere a portata di caviglie uno dei record più straordinari dell'atletica, il 18,29 di Jonathan Edwards. «Ho trovato la pedana un po’ dura - le sue parole - ma sono soddisfatto di questa gara e del pubblico che mi ha sostenuto con affetto». Quando salta Renaud Lavillenie tutto può succedere. Il francese è tornato a Roma con l'intenzione di confermare l'incredibile ruolino in Diamond League: è infatti l'unico atleta al mondo ad aver vinto tutte le edizioni. Stavolta il primatista mondiale dell’asta si è fermato a 5,91 sfiorando i 6.01 e portando a casa comunque una preziosa affermazione. «Roma ha un entusiasmo contagioso e voglio tornare per provare le stesse emozioni di quest’anno», ha affermato. Confermata anche stavolta la tradizione del Golden Gala che vede la discesa di più atleti sotto i 13 minuti nei 5000 metri. E così il campione mondiale allievi e juniores dei 1500 Yomif Kejelcha (non ancora 18enne), non ha avuto difficoltà a stabilire la migliore prestazione mondiale stagionale firmando un probante 12’58”39 precedendo alcuni personaggi di spicco tra i quali il keniano Tanui (12’58’69”). Nuova migliore prestazione mondiale nei 1500 femminili per la statunitense Jenny Simpson che ha chiuso in 3’59”31 precedendo la campionessa europea Hassan (3’59”68). Pile scariche per le due azzurre di punta, Alessia Trost arenatasi a 1.85 nell’alto nella gara vinta dalla spagnola Beitia (2 metri) mentre Libania Grenot ha chiuso il suo giro di pista in 51.72, ben lontano da quel 50.33 con il quale vinse il campionato europeo lo scorso anno a Zurigo. Sugli scudi invece il finanziere Giordano Benedetti che ha chiuso gli 800 in 1’45”87 confermando che si trova a suo agio sulla pista della capitale. Tra le tante emozioni è arrivato anche il momento del saluto a Antonietta Di Martino, pronta a sorridere nell’annunciare il suo ritiro con il sostegno dell’immensa Sara Simeoni. La portacolori delle Fiamme Gialle chiude la sua carriera con un argento e un bronzo mondiale all’aperto, mentre in sala è stata campionessa d’Europa nel 2011, argento continentale nel 2007 e vicecampionessa iridata nel 2012. Alle medaglie si aggiunge il primato italiano femminile (2,04 indoor, 2,03 all’aperto), record che prima di lei aveva impresso proprio il nome della Simeoni. «Ho cercato di recuperare, di riuscire a tornare l’atleta che ero - ha detto la Di Martino - ma per me è una scelta doverosa anche nei miei confronti. Penso che ci sia un tempo per ogni cosa, e che il mio tempo nell’atletica sia finito. Sono un po’ emozionata, però è normale che sia così». Infine la commemorazione di Annarita Sidoti, piccola grande marciatrice campionessa mondiale di Atene 1997 il cui ricordo ha commosso l’intera atletica azzurra.

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