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Notte di festa a Formello

I tifosi hanno atteso la squadra al ritorno da Napoli Al San Paolo la gioia dei giocatori al triplice fischio

NAPOLI È l'immagine di una stagione intera, è l'immagine della Lazio al terzo posto e in Champions. Manca appena qualche secondo al triplice fischio, il San Paolo ammutolito già al poker di Klose. I biancocelesti capiscono, stavolta l'impresa non l'avrebbero fallita. Non come nella finale di Coppa Italia, non come nel derby. Pioli è in piedi, davanti la panchina. Tutti sono in piedi. Giocatori, staff tecnico, magazzinieri, medici sociali. Si abbracciano forte, aspettano solo di festeggiare. C'è Keita che improvvisa un balletto a bordocampo, pronto a metterlo in scena. Uno, due, tre. I fischi sono quelli che decretano la Champions. Si corre sul terreno di gioco, si celebra un traguardo che sembrava un sogno a inizio stagione. Ora è più vero che mai, Onazi quasi non ci crede e ringrazia Dio di averlo trasformato nel goleador decisivo della serata. Una lacrima per Ledesma, ha giocato poco, è vero. Ma questa Champions è anche sua, come l'assist per il nigeriano a sugellare la sua ultima partita con la maglia biancoceleste. Pioli abbraccia i suoi, uno per uno, rende merito alla sua squadra. Insieme intonano l'inno, quel «Vola Lazio vola» che aveva celebrato un'altra impresa. La cornice sempre il San Paolo, nella semifinale di Tim Cup contro il Napoli. Il viaggio di ritorno verso Roma una vera festa. Il pullman biancoceleste sfreccia verso Formello, non vede l'ora di trovare i suoi tifosi. Perché poco importa se domani si va in ufficio o a faticare in officina. I laziali sono qua, un bagno di folla ad accogliere nel centro sportivo quel gruppo che s'è preso la Champions. Inevitabile fare nottata per festeggiare insieme alla Lazio. Il copione si ripete, schiantati i partenopei di Benitez in Coppa, erano in tremila a gremire gli spalti del Fersini sino a notte fonda. Stavolta è vero delirio, almeno il doppio ad attendere il ritorno della squadra. Per festeggiare insieme, tra cori e bandiere, tra foto ed entusiasmo. La festa è ancora più dolce, la sconfitta nel derby aveva rischiato di compromettere tutto. L'Europa che conta è arrivata col solito copione in stile biancoceleste, sofferta e al fotofinish. Ma la Lazio e i suoi tifosi ci hanno creduto fino alla fine, insieme. Lo avevano dimostrato con tutta la forza giovedì scorso, quando la squadra si è ritrovata in ritiro a Formello e le porte del centro sportivo sono state aperte ai sostenitori laziali. Erano in cinque mila a suonare la carica, per convincere Pioli e i suoi a non mollare. Al San Paolo non potevano essere presenti, loro malgrado, per il divieto alla trasferta. Ma è bastato un pomeriggio d'amore per sortire l'effetto desiderato. La festa è iniziata a Napoli, è continuata a Formello. Ci si è ritrovati tutti lì per una magica nottata, forse ancora increduli per quella Champions che mancava da otto anni. I tifosi ad applaudire quei guerrieri in campo, la Lazio ad applaudire i suoi tifosi sempre presenti. » questa l'immagine di tutta una stagione, un ambiente che si ama più di prima. E vale ancora di più del terzo posto e dell'Europa che conta.

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