«Non potevo vedere tutto», è la difesa di Sepp Blatter dopo l’esplosione dello scadalo Fifa. Sette arresti per corruzione tra i più alti dirigenti della Federcalcio mondiale da parte della giustizia americana che ipotizza un quarto di secolo di malaffare, con tangenti e assegnazioni dei mondiali inquinate, comprese quelle a Qatar e Russia. A difendere il padre padrone del calcio mondiale - che oggi al congresso di Zurigo insegue il suo quinto mandato - non a caso c’è Vladimir Putin. Il presidente russo ha definito «a dir poco strani» eseguiti a Zurigo, «un tentativo degli Stati Uniti di estendere la loro giurisdizione» in altre nazioni comportandosi come con Assange e Snowden. «Un chiaro tentativo di impedire la rielezione di Sepp Blatter», attacca lo Zar del Cremlino che non ha la minima intenzione di vedersi revocata l’assegnazione dei mondiali 2018. Dalla Gran Bretagna, invece, il premier David Cameron ha chiesto le dimissiomi di Blatter mentre il governo francese vuole il rinvio del voto lamentando che si sta dando «un’immagine disastrosa» del calcio. L’ex colonnello svizzero, come al solito, non si scompone più di tanto. Intervenendo a Zurigo all’apertura del congresso della Federazione mondiale del calcio che oggi - con un voto a scrutinio segreto - dovrà decidere se affidargli un quinto mandato o rimpiazzarlo con il principe giordano Ali bin Al Hussein, ammette solo di non poter «vigilare sempre e su tutti» perché «chi vuole compiere azioni sbagliate tende a nasconderlo». Il 79enne drigente elvetico ammette anche che la Fifa sta vivendo «tempi di una difficoltà senza precedenti» e che «arriveranno altre cattive notizie» per colpa di quanti, con i loro comportamenti, hanno portato «vergogna e umiliazione» sul calcio. «I tifosi e i club meritano molto di più e tocca a noi rispondere», ha detto sottolineando che la Fifa deve ritrovare la reputazione. Processo che a suo dire, naturalmente, passa per la rielezione: «Avremo l’opportunità di iniziare quella che sarà una lunga e difficile strada verso la ricostruzione della fiducia». Ma ieri è uscito allo scoperto anche il presidente della Uefa Michel Platini che si è detto «disgustato» dallo scandalo e ha spiegato di aver chiesto invano all’«amico» di dimettersi. Salvo, però, ricevere come risposta da Blatter un enigmatico «ormai è troppo tardi». «Cambiare presidente è l’unico modo per cambiare la Fifa», ha avvertito l’ex juventino, assicurando che «almeno 45-46» federazoni europee su 53 voteranno contro Blatter. Tra queste quella italiana, dopo che il presidente della Fgci Carlo Tavecchio, ha confermato che non può non considerare «le valutazioni di Platini che hanno raccolto l’unitarietà dell'Uefa». Intanto Marco Polo del Nero, presidente della Federcalcio brasiliana (Cbf), ha lasciato Zurigo e non prenderà parte alle votazioni per la presidenza della Fifa. Tra gli arrestati anche José Maria Marin, ex presidente della Federcalcio verdeoro. Dalla facciata dell’edificio che ospita la Cbf è stata rimossa la targa che riportava il suo nome. Operazione più difficile togliere quello di Blatter dalla presidenza della Fifa. La bufera giudiziaria, poi, ha effetti che hanno del grottesco. L’Assocalciatori uruguaiana ha chiesto di annullare temporaneamente la squalifica a livello internazionale inflitta a Luis Suarez per il morso a Chiellini in occasione dello scorso Mondiale. «È stato senza dubbio vittima di questa presunta corruzione», assicurano.
Guerra fredda di Putin per i Mondiali
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