16 anni dopo l’ultimo trionfo di Marco Pantani al Giro d’Italia, Michael Landa si aggiudica una tappa che ha consacrato, almeno in linea teorica, Alberto Contador come padrone della corsa rosa. La sua superiorità è stata impressionante: sul passo Daone, con pendenze che arrivavano anche al 12%, l’Astana di Fabio Aru ha preso in mano la situazione imponendo un ritmo a dir poco impressionante. Il forcing del team kazako è proseguito anche sulla salita finale, tanto che i portacolori della Tinkoff Saxo non hanno resistito e si sono staccati, lasciando da solo il corridore in maglia rosa. Nonostante questo Contador è rimasto alla ruota degli Astana e negli ultimi chilometri ha anche fatto qualche piccolo scatto che ha messo alle corde Aru, scortato da un generosissimo Landa. Nel finale Contador rallenta e lascia la vittoria di tappa a Landa, che aveva risposto all’attacco secco di Yuri Trofimov all’ultimo chilometro. Anche se Contador non ha vinto, ha comunque dimostrato di avere una marcia in più rispetto agli altri, e non è da escludere che stia correndo con il freno a mano tirato per risparmiare energie in vista del Tour de France. Per ciò che si è visto a Madonna di Campiglio, i 2 minuti e 35 secondi di vantaggio accumulati da Contador sono difficilmente colmabili per Aru. E anche se la maglia rosa resta pacata nelle dichiarazioni, affermando di concentrarsi «sul Giro, poi mi isolerò e cercherò di recuperare energie per affrontare il Tour», Contador sembra davvero il padrone della corsa rosa. Oggi il Giro osserverà un giorno di riposo.
Contador sempre più padrone della corsa
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