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L’osservatorio di Gianfranco Giubilo

L’Italia torna a contare e vuole il bis in Europa League

A Berlino ci sarà la Juve, a Berlino ci sarà l'Italia. Traguardo storico per i bianconeri, finale Champions dopo dodici anni. Legittimo e meritato il pari, siglato da Morata al 13' della ripresa, dopo il rigore di CR7 nel primo tempo, lo aveva regalato Chiellini, non ha capito che l'immunità di cui gode in Italia, altrove non esiste. Nel convulso finale, per la Juve le occasioni più limpide, l'assedio del Real è rimasto sterile. L 'assist per il gol decisivo è stato di Pogba, protagonista imperioso nonostante la lunga assenza dai campi. La Juve è sopravvissuta anche alla prova opaca di Pirlo, gli altri hanno fatto muro con saggezza, anzi nella prima fase erano stati i campioni italiani a giocare con autorità e bravura. Negata la finale spagnola, la Juve può giocarsela, anche contro pronostico. Ultima chiamata per l'Europa minore. Nonostante le fiere intenzioni di Vincenzo Montella, sembra disperata l'impresa della Fiorentina, ripete il tentativo del Bayern, come ai tedeschi non le basterà una vittoria di prestigio nel match contro il Siviglia, gli spagnoli detentori del trofeo difendono un vantaggio incolmabile. Dunque le speranze di una presenza italiana nella finale di Varsavia resta legata al comportamento del Napoli a Kiev. La differenza di potenziale tecnico privilegia gli azzurri, Rafa Benitez specialista di coppa vorrà rendere vano il regalo arbitrale che aveva consentito al Dnipro di pareggiare al San Paolo, ma gli ucraini rimangono clienti scomodi.

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