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Lo spot di Tiziano Carmellini

Altro dominio devastante Resta solo la scaramanzia

S i, è vero: dopo le Mercedes c’è la Ferrari. Ma può bastare? Può bastare incassare quarantacinque secondi di distacco dal primo per ostentare ottimismo? Chiaramente no e le parole di Arrivabene a fine gara ne sono la conferma. Ma la cosa più preoccupante è che le modifiche aerodinamiche tanto attese e che hanno fatto proprio a Barcellona il loro esordio, non hanno portato i miglioramenti sperati. Vettel ha fatto il suo, ottima partenza e l’illusione di poter tener dietro Hamilton: impossibile. Almeno fin quando le Mercedes andranno così forte e in tutte le condizioni: anche con l’asfalto a 50 gradi. All’improvviso, dopo l’illusione in Malesia e le buone prove della «rossa» (cinque volte sul podio in altrettante gare), tornano alla mente i 35 secondi di distacco dell’esordio australiano: troppi. Perché tagliano le gambe alle speranze e trasmettono quel senso di impotenza ormai noto al popolo ferrarista. Può, il tracollo di Alonso che fatica nelle retrovie (fino alla rottura dei freni) con la McLaren, essere l’unica consolazione della giornata visto il modo in cui lo spagnolo aveva sbattuto la porta andandosene? Chiaramente no e a Montecarlo tra due settimane è difficile immaginare uno scenario diverso. Le Mercedes non solo martellano in gara gli avversari, ma volano anche nel giro secco di qualifica. Impossibile trovargli un punto debole, almeno in pista. Così, tra una bambola vudù e un rito scaramantico, al tifoso della rossa non resta che sperare nell’harakiri «familiare»: perché con due galli a cantare non si fa mai giorno. Ovunque,tranne che in Mercedes... finora.

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