Per tutti è Babalus, il suo nome è Matteo Santoponte: una delle speranze italiane dell’automobilismo dei primi anni 2000 e ora protagonista al Ferrari Challenge. Una carriera iniziata sul kart, poi il passaggio in monoposto sulla F.Campus vinta al debutto. Poi buoni risultati in F.3 e F.3000, ma le porte della Formula1 non si aprono e quindi la decisone di mollare tutto. «Era il 2003 a Spa, la macchina non va, problemi al cambio. Il team non riesce a risolverli e continuare in quelle condizioni non serviva a nulla. Mollo tutto e torno a casa». Decide così di uscire dal mondo delle corse. «Inizio a lavorare come istruttore di guida e le soddisfazioni sono subito arrivate come la collaborazione come tutor per un team svedese. Il passaggio a pilota è stato breve. Per il 2015, dal campionato svedese si passa al Ferrari Challenge Europeo, ed il team mi chiede di correre solo la prima gara di Monza». Sono passati più di 10 anni dalla sua ultima gara. «Arrivato a Monza ho badato solo a dare il gas: primo nelle prove libere, primo nelle qualifiche e doppia vittoria nella gara del sabato e della domenica. Nella gara del sabato sono partito dalla pole position, ed ho vinto con 5 secondi di vantaggio. La domenica sono stato retrocesso in 13ª posizione in griglia, e allo spegnersi del semaforo è iniziata la mia rimonta: sono arrivato alle spalle del leader quando mancavano circa 5 giri al termine, l’ho superato e sono andato a vincere». Un romano è tornato a vincere e oggi si presenterà al Mugello per la seconda gara del campionato da leader della classifica. «Avrei dovuto partecipare solo alla gara di Monza, ma l’appetito vien mangiando».
La seconda vita di «Babalus» da tutor ad asso
Arnaldo Baroni Per tutti è Babalus, il suo nome è Matteo Santoponte: una delle speranze italiane dell’automobilismo dei primi anni 2000 e ora protagonista al Ferrari Challenge. Una carriera...