Salti mondiali. È il manifesto premonitore di un Gala che dell’intenso programma del 4 giugno presenta i suoi picchi agonistici, più ancora che nella velocità e nel mezzofondo, in tre differenti pedane. Due gare maschili, salto triplo, protagonista atteso l’iridato e primatista mondiale indoor Teddy Tamgho, salto con l’asta, primo nome quello di Renaud Lavillenie, francese come il triplista, da tempo salito al vertice di una specialità che ebbe per lunghe stagioni dominatore, specie nello stadio romano, Sergej Bubka, ora alle prese, avversario Sebastian Coe, con una malmessa candidatura alla presidenza internazionale, e alto femminile, su una pedana su cui a distanza di ventotto anni dalla realizzazione resta inalterato e imbattuto il 2.09 con cui la bulgara Stefka Kostadinova s’impadronì nel 1987 del titolo e del primato mondiale. In chiave italiana, più che normale che l’attenzione proprio a quella pedana femminile sia rivolta. Lo è per la presenza di inossidabili protagoniste delle stagioni più recenti come Blanka Vlasic, croata, detentrice con 2.08 della seconda prestazione di tutti i tempi, e Ruth Beitia, spagnola, vale a dire, per l’una e per l’altra, un cumulo di titoli sulle pedane internazionali. Lo è per due atlete russe destinate a raccoglierne l’eredità, Mariya Kuchina e Svetlana Shkolina. Lo è, soprattutto, per Alessia Trost, ventiduenne friulana, sulle cui spalle pesano frazioni non irrilevanti del potenziale atletico nazionale. Fiamma Gialla, reduce da un’eccellente stagione indoor, chiusa, nel marzo scorso, con la medaglia d’argento agli Europei di Praga, è più che scontato che per l’atleta il meeting di giugno verrà a costituire una delle tappe più rivelatrici della stagione. Traguardo finale, Pechino, agosto, campionati mondiali.
Attenti alle pedane dei salti e alla Trost
di Augusto Frasca Salti mondiali. È il manifesto premonitore di un Gala che dell’intenso programma del 4 giugno presenta i suoi picchi agonistici, più ancora che nella velocità e nel mezzofondo, in...