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Lo spot di Tiziano Carmellini

Un’euforia ingiustificata Sebastian unica nota lieta

I n uno sport dove vince uno solo, dove il secondo è il primo degli sconfitti e il terzo l'ultimo a mettere un piede sul podio, e dove la griglia di partenza di decide in millesimi di secondi, è a dir poco incomprensibile l'euforia Ferrari per un terzo posto con quasi 35 secondi di ritardo dal primo e un paio in meno dal secondo. Come dire: bravi, possiamo vincere il campionato dei perdenti, quello dei secondi. L'altro campionato quello che non vede in pista le Mercedes partite all'esordio mondiale esattamente come tutti se le aspettavano: ancora una spanna al di sopra degli altri. È il crudo bilancio del primo Gp della stagione che pronostica un altro lungo monopolio stellato e condanna gli altri alle briciole. Vero, la Ferrari è cresciuta, ora combatte per la seconda piazza con le Williams e non nelle retrovie con Lotus o Force India, ma può bastare!? No, e il problema è che invece di uscire a testa bassa, preoccupati del fatto che i primi sono ancora a distanza siderale, c’è chi gongola su un terzo posto che di successo ha ben poco. Non il nuovo Team Principal Arrivabene (uomo arrivato dal basso) che a fine gara sembra il più lucido: «Felice per Sebastian ma a me non va bene per niente così» la sintesi del suo pensiero. D’accordo con lui, anche sul fatto che Vettel sia l’unica nota lieta della giornata. Ha fatto oggettivamente il massimo consentito, mentre calimero Raikkonen sembra aver ereditato da Massa il ruolo dello sfigato in casa Ferrari: almeno lui il bullone lo ha perso per strada e non rimediato in piena faccia come il brasiliano. È già un successo...

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