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La Juventus non si ferma più. Ora la Roma è a -14

Gol decisivo di Morata. Partita tattica e poco spettacolare fra squadre decise soprattutto a impedire agli avversari di prendere il sopravvento

Si chiama Alvaro Morata, il tesoro juventino. È entrato nella ripresa, cambiando la partita della Juve e segnando il gol decisivo a Palermo, alla vigilia della trasferta di Dortmund, nella prima tappa di quella che Allegri ha definito una settimana decisiva per la stagione bianconera. Di scudetto non parliamo nemmeno, perchè anche questa vittoria (non spettacolare) ha dato vigore alla già ricca classifica della Juve. Ma può essere contento il tecnico bianconero di quello che la sua squadra ha fatto vedere contro il ben organizzato e agguerrito Palermo? Forse sì, della vittoria e del secondo tempo giocato dai suoi. Ma secondo noi, non lo sarà del tutto, anche se tante volte la prassi impone di essere ottimisti a tutti i costi. Non si può dire infatti che la prima parte della gara sia stata da accademia pallonara: lotta fisica a centrocampo, gioco farraginoso, poche conclusioni. Senza giri di parole: partita tattica e poco spettacolare fra squadre decise soprattutto a impedire agli avversari di prendere il sopravvento e di proporsi in fase conclusiva. Come capirete, anche noi dobbiamo usare delle circonlocuzioni dialettiche per raccontare il (quasi) nulla che le Palermo e Juve hanno offerto. Sorrentino e Buffon spettatori non paganti. Meglio la ripresa: Tevez ha dato il la a un crescendo della Juve, poi Morata - entrato al posto di Llorente - ha segnato il bel gol che ha sbloccato la partita, prima di farsi ammonire stupidamente: salterà la partita col Genoa, non quella col Borussia.

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