Da dicembre a febbraio il direttore della Ges Arrivabene è rimasto sulle stesse posizioni: «Confermo che due vittorie sarebbero già una soddisfazione, tanti pensano che si voglia mettere le mani avanti ma siamo realisti. Alcune modifiche sostanziali sono state fatte, in base ai tempi ristretti e alla situazione che abbiamo ereditato. Siamo nella direzione giusta e il mio compito sarà quello di evitare che si creino gruppi o gruppetti». Poi un moto d’orgoglio: «La Ferrari ha fatto la storia della F1, la nostra voce è importante. Non deve essere l’unica, ma nemmeno altri devono far valere la propria come fosse un diktat per tutti». È l’anno del rilancio, non chiedeteci di più. Vettel lo ha accettato: «Non sono qui per arrivare secondo. Se la situazione fosse quella del 2014 sarebbe difficile lottare per la vittoria, che è il nostro obiettivo, ma serve realismo, ci sono stati molti cambiamenti e non possiamo illuderci. Con Raikkonen lavorerò bene, è veloce e di talento, ma soprattutto è diretto e sincero. Aspetto con ansia le gare di Australia, Giappone e Suzuka». Melbourne 2015 sarà il primo gran premio della sua seconda vita sportiva: «È tutto nuovo dal colore della monoposto al volante passando per la lingua, è un'emozione». Dall’homo novus all’esperto Raikkonen: «L’abitacolo è più confortevole dello scorso anno e la macchina mi sembra bellissima. Ma bisogna aspettare i test».
«Non sono venuto qui per arrivare secondo»
Da dicembre a febbraio il direttore della Ges Arrivabene è rimasto sulle stesse posizioni: «Confermo che due vittorie sarebbero già una soddisfazione, tanti pensano che si voglia mettere le mani...