Nel calcio ci sono Messi, Cristiano Ronaldo e le vecchie glorie come Pelè e Maradona. Nel sanda c'è un nome che mette tutti d'accordo in merito a tecnica, cuore, classe e risultati: è quello di Muslim Salikhov. Un ragazzo classe '84, che viene dal Dagestan, una regione al confine con la Cecenia, dove la vita è tutt'altro che facile. Forse però sono state proprio le arti marziali, e il sanda in particolare, ad averlo salvato da una vita difficile, regalandogli l'opportunità di diventare il Re del Kung Fu. Già perché questo ragazzo ha scritto la storia del Sanda nel mondo, vincendo 4 Campionati del Mondo, Campionati Europei da perdere il conto, il torneo parallelo alle Olimpiadi di Pechino 2008 - organizzato dalla Cina in casa propria per convincere il CIO ad inserirlo negli sport olimpici - e il Kung Fu King nel 2006, un torneo professionistico organizzato a Chongquin (Cina) nel quale ha compiuto l'impresa di essere il primo non cinese a vincere il titolo. Una leggenda che, grazie al Maestro Osvaldo Taresco e alla sua scuola Centro Studi Wushu Kungfu Pescara, sarà a Roma domani per uno stage dedicato nella mattinata agli insegnanti e nel pomeriggio agli atleti che decideranno di partecipare. Un'occasione che capita raramente quella di incrociare i guantoni con chi di questo sport è diventato l'esempio riconosciuto nel mondo. L'appuntamento è alla Heaven Fight Arena, in via F. Paolo Bonifacio (info Maestro Gianfranco Russo, telefono 3355978076), con i seminari relativi al Sanda e alla MMA. Muslim è arrivato in Italia sabato scorso, ha tenuto un seminario a Ronchi dei Legionari (Udine) il giorno successivo e ha trascorso la settimana a Pescara allenandosi con gli allievi del Maestro Osvaldo Taresco. «Mi auguro di venire tante altre volte dal mio amico Osvaldo - le parole di Muslim Salikhov - perché qui ho trovato persone che rispettano il mio modo di vivere da atleta». Un atleta professionista vive una vita fatta di sacrifici e rinunce, spesso sotto pressione che nessun altro può capire all'infuori di te, una vita, per alcuni aspetti, di solitudine perchè quando sali sul tatami (o sul ring visto che ormai Salikhov si dedica principalmente all'MMA) sei solo contro il tuo avversario. Particolarmente soddisfatto anche il Maestro Taresco: «È già la seconda volta che lo invito in Italia, aldilà della stima professionale, c'è un bel rapporto di amicizia tra noi». I due si sono conosciuti nei vari appuntamenti internazionali in cui Taresco ricopriva il ruolo di ct della Nazionale Italiana di Sanda. «Sono contento perché è rimasto colpito dal nostro metodo di allenamento - prosegue Taresco - dicendo che è uguale al quello a cui lui è abituato». Per il movimento italiano, la presenza di Salikhov è un traguardo importante, un'occasione imperdibile per confrontarsi con il migliore e avere l'opportunità di imparare da chi, di questa arte marziale, rappresenta l'eccellenza.
Alla scoperta del sanda
Domani mattina alla Heaven Fight Arena Salikhov svela i segreti della boxe cinese
