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I rimpianti di Pioli e il dominio della Juve

di GianfrancoGiubilo Casa, dolce casa. Ma chi se l'è inventata, questa colossale fesseria? Prima che le ombre della sera evocassero l'imponenza della Juve dominante e nuovamente in fuga con margine...

C asa, dolce casa. Ma chi se l'è inventata, questa colossale fesseria? Prima che le ombre della sera evocassero l'imponenza della Juve dominante e nuovamente in fuga con margine significativo, in sette minuti Pogba e Tevez avevano archiviato la pratica. Prima era stata festa grande per i topi di appartamento, nel pomeriggio, dopo quelli di sabato, altri due pareggi, sofferti, per chi giocava davanti ai propri tifosi, cinque vittorie per chi era in viaggio. E tutto senza code polemiche, verdetti da accettare, anche se fa eccezione la Lazio, vittima contro il Napoli di una beffa pesante che le ha fatto perdere due posizioni: scavalcata, oltre che dagli azzurri capaci di lucrare i tre punti in quello che era stato definito «spareggio Champions», anche dalla Samp senza problemi a Parma, dove la caduta sembra già una sentenza. Pioli aveva molte attenuanti, su tutte i guai di Felipe Anderson, forse il tecnico si è chiesto se non avessero scatenato la iettatura le intemperanze dialettiche del presidente in settimana. Per tutto il primo tempo il Napoli era stato grigio come la sua orribile maglia da trasferta, il lungo predominio laziale aveva però prodotto una sola autentica palla da gol, ma sul piede sbagliato, quello di Cavanda, che fa un altro mestiere. Aveva rotto l'equilibrio una prodezza di Higuain, però con essenziale contributo prima della difesa piazzata male, poi di Berisha battuto sul suo palo. Ripresa quasi a senso unico, senza però che arrivasse almeno il pari. Tra le razzie degli occasionali incursori, la più significativa è quella dell'Atalanta, che ha messo a nudo tutti i problemi del Milan. Valanghe di fischi per i rossoneri precipitati a metà classifica. Cerci, costosa perla del mercato invernale, presto fuori per far a posto a Pazzini, ma è stato Colantuono a dover rimpiangere occasioni sprecate. Si mormora di difficile convivenza tra il giovane tecnico, per ora apprendista stregone, e Jeremy Menez, che però finora gli aveva risolto molti guai. Anche se il francese neanche a Roma aveva mai raccolto grandi simpatie. Gol a raffica a Marassi, col Sassuolo tre volte raggiunto dal Genoa, gara di regali tra Udinese e Cagliari, ritorno alla vittoria del Torino, il Cesena ci ha messo del suo. Bel passo avanti della Fiorentina, Chievo piegato da Babacar in pieno recupero, quando Mario Gomez aveva finito di far danni tornandosene in panca. Adesso la Roma riparte dalla Coppa Italia, trova l'Empoli che riesce a far fare tutti brutte figure, ultima vittima l'Inter .

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