Né la capitale Washingon né le californiane Los Angeles e San Francisco. È Boston la città americana che insidierà le ambizioni olimpiche di Roma. E, curiosamente, la notizia della candidatura per i Giochi del 2024 è arrivata durante una delle frequenti visite - stavolta per vacanza- del sindaco Ignazio Marino nella città dell’East Coast, culla delle università più prestigiose, la metropoli più europea degli Stati Uniti. Un filo rosso tra la Capitale e la città del trifoglio che si intreccia con gli interessi e le sorti del presidente della Roma, James Pallotta, che a Boston è nato e dove ha molti dei suoi affari, mentre è alle prese con il progetto del nuovo stadio di Tor di Valle che nel 2024 dovrebbe essere a pieno regime, sempre che tutto fili liscio. E così il clima derby che precede la sfida di domenica con la Lazio contagia la partita olimpica tra la Capitale e l’altra sponda dell’Atlantico con Mark Pannes, texano di Austin, Ceo del progetto stadio della Roma e membro del board di Raptor Sports Properties, che twitta: «Sappiamo che una città avrà un grande nuovo stadio pronto: #Boston2024 vs #Roma2024». «Sono felice di vedere che anche Boston si candida alle Olimpiadi. Possa vincere la città migliore», scrive il sindaco Marino. Il vice Luigi Nieri ammette che «i competitor sono sempre tutti molto complicati da battere. Dobbiamo lavorare bene per rappresentare Roma nel modo migliore al mondo, anche perché è unica e solo noi abbiamo certi luoghi, dal Circo Massimo alla campagna romana». Al termine di una seduta turbolenta il Comitato olimpico statunitense riunito all’aeroporto di Denver ha fatto la sua scelta. «Sentiamo di avere un partner incredibilmente forte in Boston, che lavorerà con noi per presentare un progetto convincente», ha detto il presidente dell’Usoc, Larry Probst. Una candidatura sostenuta da un gruppo di facoltosi uomini d’affari del Massachusetts capeggiato da un altro americano di origini italiane, Stephen Pagliuca, amministratore delegato di Bain Capital e co-proprietario dei Boston Celtics, di cui è azionista anche James Pallotta. Eppure nella città del Tea Party, come del resto qui da noi, non tutti remano nella stessa direzione. Un sondaggio del Boston Globe fotografa un’opinione pubblica spaccata mentre alcuni movimenti di cittadini chiedono un referendum. Plaudono il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e la first lady Michelle, che in una nota ufficiale ricordano il sanguinoso attentato che ha sconvolto l’edizione 2013 della maratona. «La città ci ha insegnato cosa significa "Boston Strong" (la forte Boston, ndr) - scrive la Casa Bianca - non possiamo che essere fieri della candidatura e speriamo di poter dare il benvenuto ai migliori atleti di tutto il mondo nel 2024 a Boston». Di rito le congratulazioni del presidente del Cio, Thomas Bach: «Quella di Boston è una candidatura forte», stesso concetto riservato a Roma dopo l’annuncio del premier Matteo Renzi e del presidente del Coni, Giovanni Malagò. La sede verrà scelta nella 130ª sessione del Cio a Lima, Perù, il 15 settembre 2017. SI attendono altre candidature pesanti a partire da Berlino o Amburgo per la Germania, ma anche Johannesburg (Sudafrica), Melbourne (Australia), San Pietroburgo (Russia) e Istanbul (Turchia). Il 12 febbraio potrebbe fare il grande passo Parigi, sconvolta in queste ore dalla follia terrorista, simbolo di un Paese che ha già voglia di riscatto.
Olimpiadi 2024 C’è anche Boston
Per Pallotta «derby» anche a cinque cerchi Pannes: ma Roma avrà uno stadio nuovo
