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L’asse Salvini-Grillo boccia i cinque cerchi

Il leghista: «Con tutti i problemi economici è una follia». Forza Italia divisa. E Civati si smarca: altre le priorità

La candidatura per ospitare i Giochi è da sempre terreno di scontro tra opposte fazioni politiche. Se poi l’annuncio del Premier arriva nel bel mezzo di uno scandalo che sta travolgendo la città candidata, è facile prevedere reazioni contrastanti, anche nello stesso partito. Tra i favorevoli Giorgia Meloni che pone una condizione: «Le Olimpiadi rappresenterebbero una grande speranza di rilancio economico per la Nazione e un momento di condivisione per ritrovare spirito di unità nazionale e senso di appartenenza. Affinché la candidatura sia realmente autorevole non possiamo presentarci con Marino». Di tutto altro avviso Matteo Salvini: «Renzi mi sembra che viva su un altro pianeta, considerando i debiti ancora da pagare per passate Olimpiadi e i problemi economici, ipotizzare Roma come sede è una follia». Una posizione quella del segretario della Lega non condivisa da esponenti del suo stesso partito, dal «rivale» Tosi a Borghezio. Opinioni differenti anche dentro Forza Italia, dove si passa dal sostegno incondizionato del senatore Marin: «Mi auguro che tutti, al di là delle appartenenze politiche, sosterremo l’Italia in questa sfida. Credo che insieme vinceremo la medaglia d’oro, io tifo Italia». Alla sonora bocciatura di Gasparri: «Quando un politico sta alla canna del gas, metaforicamente parlando, propone le Olimpiadi. Lo hanno fatto Rutelli, Alemanno, ora è il turno di Renzi», le sue parole a Intelligonews. Compatto, come da tradizione, sul fronte del no, il Movimento 5 Stelle: «Oggi, in pieno scandalo Mafia Capitale, questi amici dei ladri pensano a lanciare le Olimpiadi. Sono anni che mangiano su tutto», il duro commento del deputato Di Battista. Mentre dal Pd, ovviamente è arrivato l’appoggio all’iniziativa del Premier. Secondo il sindaco Marino «Roma ha tutte le carte in regola per vincere», mentre il presidente della Regione Zingaretti ha parlato di «una grande sfida da cogliere». Come da copione, anche in questo caso, non è mancata una voce fuori dal coro all’interno del Pd: «Le priorità sono altre», Civati dixit.

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