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Olimpiadi 2024 a Roma, Salvini: "Una follia"

L'annuncio del premier della candidatura italiana divide. Malagò assicura piena trasparenza, per Marino ci sono "tutte le carte in regola"

Quello che non è accettabile, secondo il premier, è che non si provi a giocare la partita. Basta aspettare condizioni favorevoli, al bando precauzioni: bisogna saper sognare e mettersi in gioco, nonostante il momento non sia dei migliori. Matteo Renzi lancia la proposta di candidare l'Italia per i giochi olimpici del 2014 e Ignazio Marino raccoglie subito la sfida: "Roma è lunica città riconosciuta come Capitale del mondo. Credo che abbiamo gli elementi per candidarci a qualunque cosa". Per il sindaco della Città Eterna ci sono “tutte le carte in regola” per la candidatura. Marino dice che “Roma è una città straordinaria, di persone perbene, e se ci sono stati e ci sono dei criminali che hanno provato ad infiltrarsi nell'amministrazione, non ci sono riusciti e l'indagine del procuratore Pignatone, con tutte le intercettazioni fatte lo dimostra con chiarezza”. L'ipotesi dei Giochi a Roma nel 2024 fa sognare il re del Tour de France, Vincenzo Nibali: “Sarebbe bello chiudere la carriera con questa Olimpiade”; “una grande occasione”, secondo il presidente Pd Matteo Orfini, “una grande e bellissima sfida da cogliere” secondo il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Una proposta che invece è una “follia” per Matteo Salvini. “Stiamo ancora pagando i debiti dei Mondiali di Nuoto e a Torino ci sono ancora dei palazzi di cui non si sa che cosa fare – ha detto il segretario della Lega -. E poi con tutto quello che è emerso a Roma...adesso, con tutto il rispetto, penso che un presidente del Consiglio normale dovrebbe dare i soldi ai Comuni per sistemare le strade, le scuole e gli ospedali. Sono assolutamente contrario anche perché vedo i soliti noti che già si fregano le mani”. Mario Borghezio spiega che “quando parlavamo di Roma Ladrona ci riferivamo a quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Anche se i fatti attuali farebbero tremare i polsi a chiunque voglia organizzare qualcosa di serio, io non mi sento di lanciare degli slogan”. Ma è meno pessimista del suo segretario: “Se si riuscirà a fare pulizia nell'amministrazione romana, perché no...”. Francesco Storace risponde a Salvini e chiede “più rispetto per Roma”: “Nella Capitale c'è anche una classe dirigente politica e imprenditoriale non coinvolta dallo scandalo Mafia Capitale e sabotare il sogno olimpico non depone davvero bene rispetto ai recenti ripensamenti del leader della Lega”. Il presidente del Coni Giovanni Malagò rassicura sul fatto che il presupposto per la candidatura italiana alle olimpiadi 2024 “sarà molto diverso da quello del passato; sarà improntato alla trasparenza assoluta. Lasciateci lavorare, abbiate fiducia. Ho il dovere di provarci soprattutto per tutte le generazioni future”. Gianni Letta dice che “Roma ce la deve fare”. Per Luca Cordero di Montezemolo, "il nuovo regolamento varato dal Cio" è "moderno e positivo perché tutte le vecchie cattedrali nel deserto non avevano più senso”. Secondo Montezemolo, “con tutta la forza di una città come Roma c'è il coinvolgimento di tutto il paese. La candidatura è qualcosa di positivo: dovrebbe esserci coesione, entusiasmo e desiderio di fare squadra. Se diamo per scontato che questo paese non è più in grado di lanciare e vincere delle sfide, sarebbe molto triste”. A proposito di "cattedrali nel deserto", Alessandro Di Battista, deputato e membro del direttorio 5 Stelle, sulla propria pagina Facebook ha scritto: “Hanno mangiato su Italia '90 (lo stadio Delle Alpi - oggi demolito - costò il 214% in più del previsto). Morti sul lavoro, sprechi, opere non concluse (chi è romano conosce la vergogna della stazione di Vigna Clara). Hanno mangiato per i mondiali di nuoto del 2009. La Città dello Sport di Tor Vergata (che doveva sorgere nel 2009) è un'incompiuta da 400 milioni di euro (considerate che a Genova, in Sardegna e sul Gargano con 400 milioni di euro si sistemerebbero molti danni causati dalle alluvioni). In pieno scandalo Mafia Capitale questi amici dei ladri pensano a lanciare le Olimpiadi di Roma. È compito nostro liberare la Repubblica italiana dai ladri, dai corrotti e dagli inetti”. Giovanni Malagò, parlando degli scandali legati ad altri eventi organizzati in Italia, come appunto i Mondiali di nuoto del 2009, ma anche il Mose e gli appalti per l'Expo, ha detto che non ci si può fermare per colpa di una minoranza: “Nel momento esatto in cui si va dal notaio a costituire il comitato, già ci deve essere il Raffaele Cantone di turno che deve supervisionare tutti gli elementi, tenendo conto degli aspetti aziendali, di una policy di spending review”. E proprio il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, a margine di un corso sul tema “L'azione di contrasto della corruzione”, a Palermo, in merito alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, specie alla luce dello scandalo Mafia Capitale, ha spiegato: “Vicende così difficili, complicate e incancrenite come quelle di Roma o del Mose, non sono emerse perché qualcuno è venuto dall'estero a scoprirle. C'è un pezzo dell'Italia che fa il suo dovere ed è anche il pezzo dell'Italia migliore. Non credo si possa utilizzare l'argomento della corruzione o del rischio delle infiltrazioni mafiose per non organizzare un grande evento, anche perché questo rappresenterebbe la prova che questi meccanismi di illegalità hanno vinto, cosa che non si può assolutamente tollerare”. L'Aduc ha scritto una lettera al presidente del Consiglio in cui si legge: “In un momento nel quale si chiedono sacrifici agli italiani, erogare denaro pubblico, cioè dei contribuenti, per una manifestazione sportiva, di indubbio valore ma dai costi incerti, appare del tutto incoerente”.

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