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Roma si sveglia troppo tardi

Ennesima occasione persa per l’Acea. La rimonta su Avellino fallisce nel finale

Ennesima occasione sprecata in campionato dall'Acea Roma per provare a dare un senso migliore ad un campionato che la vede, dopo la sconfitta di Avellino per 74-70, con 8 punti in una classifica che sa di limbo e mette la possibile qualficazione alla Final Eight di Coppa Italia nello scaffale delle imprese da compiere. La battuta d'arresto in terra d'Irpinia è figlia di una prima metà di gara opaca, giocata senza energia e pochissime idee, ma quando però una partita che sembrava irrimediabilmente andata (anche sotto di 17) è stata riacciuffata e rigirata dalla propria parte grazie ad un eccellente De Zeeuw (il milgiore dei romani con 15 punti ed 8 rimbalzi) ci si è messo Triche a , come diceva il saggio Aza Nikolic, dare un calcio al secchio del latte dopo che la mucca era stata munta. Si parla, e vale la pena cominciare dalla fine, degli ultimi 34" dove la Virtus, che aveva anche messo il naso avanti prima con De Zeeuw (63-65) poi con Gibson (66-68), s'è presentata sulla parità a quota 68 con un pesantissimo possesso di palla assegnato a favore dagli arbitri, che l'avevano martoriata con fischiate a senso unico, grazie all'istant replay. Qui l'irritante Brandon Triche ha pensato bene di effettuare, nella metà campo avvesraria, un passaggio pigro intercettato senza fatica da Gaines che s'è involato in contropiede a campo aperto per il più facile dei sottomano (70-68). Sul ribaltamento di fronte Stipcevic, negativa la sua prova, pur con secondi a disposizione, ha innescato un insensato missile terra aria da distanza siderale che ha scheggiato, come naturale, il ferro consentendo così ad Avellino di agguantare la pesantissima vittoria. La gestione del possesso decisivo di Triche è solo la degna conclusione di una gara di scarsa qualità dell'americano, come certificato da ben 7 palloni persi in proprio, gran parte di un fatturato di squadra che dice 24 possessi consegnati agli avversari. Roma aveva approcciato male la gara dando spazio alle giocate in velocità di una squadra che se messa in grado di correre è pericolosissima. Anosike ha dominato nel pittuarto e così è iniziata una lunga corsa ad inseguimento. Harper s'è rivelato pratica difficile da sbrigare e naturale è giunto il vantaggio dei biancoverdi di casa s'è attestato sopra la doppia cifra. 23-12 al 10' e addirittura, dopo aver toccato il -17 (48-31) è arrivato al 20' un eloquente 48-34. Ma dagli spogliatoi è tornata una squadra trasformata e così è inziata la scalata per agguantare i padroni di casa. Gioco non sempre fluido, colpa delle ambasce di Triche e Stipcevic, ma la difesa ha retto e bene. L' Acea non s'è fatta nemmeno irrettire dalle continue fischiate contro (assurdo un fallo a D'Ercole che ha portato ad un tecnico) e al 30' ha visto la preda a tiro (58-50). De Zeeuw ha dato tantissima energia e i suoi canestri, prima una tripla e poi una conclusione da pivot sfruttando un miss match, hanno regalto il vantaggio del 36'21" (63-65). Gibson, ancora in difficoltà, ha però insaccato la triplona del 66-68 al 38'28" e De Zeeuw ha spedito sul ferro il possibile canestro della staffa. Poi la scelleratezza di Triche, pesantissima ed inspiegabile per un giocatore di serie A, ed i titoli di coda che hanno premiato Avellino. Ora la Virtus è attesa dall'inutile tarsferta in Eurocup di Oldenburg quindi dall'atteso derby delle metropoli il 21 sera quando al Palazzetto arriverà Milano.

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