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L’appunto di Luigi Salomone

Una prova di maturità prima del ciclo di ferro

Sfruttare un turno sulla carta favorevole per poi tuffarsi nelle ultime quattro gare del girone d’andata contro Inter, Samp, Roma e Napoli. L’obiettivo della Lazio è scontato: battere l’Atalanta e mettersi alle spalle il recente passaggio a vuoto che il blitz di Parma è riuscito solo in parte a rendere meno amaro. Quel misero punticino rimediato tra Empoli, Juve e Chievo ha raffreddato le ambizioni biancocelesti e gli entusiasmi dei laziali visto che in pochi si presenteranno all’Olimpico (al massimo 25.000 spettatori). Non ci sarà il bis di quanto accadde l’anno passato: era il 9 marzo 2014, diserzione totale dello stadio, Lazio-Atalanta 0-1, squadra abbandonata per contestare il presidente Lotito e spingerlo alla cessione del club. Sono trascorsi nove mesi, stavolta saranno molti di più ma ancora troppo pochi per considerare rimarginata la ferita. Contro Colantuono, bravissimo a chiudere tutti gli spazi sensibili agli avversari e aggrappato a un calcio che qualcuno definisce vecchio ma molto redditizio per potersi salvare, la Lazio dovrà soffrire e avere pazienza di trovare il varco giusto in una difesa reduce da tre 0-0 consecutivi in trasferta. Stenta in attacco nonostante Denis, Moralez e Gomez siano giocatori di ottima qualità, sorprende la tenuta difensiva con tanti vecchi mestieranti, dagli ex Stendardo e Biava a Cherubin e Del Grosso. Pioli deve fare i conti con le assenze ma chiede alla Lazio una prova di maturità per trascorrere una notte al terzo posto aspettando le partite della domenica.

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