La frantumazione del programma lasciava poco spazio a possibili esaltazioni per una domenica sostanzialmente malinconica, alla fine gratificate soltanto il Genoa e la Lazio, promosse rispettivamente al terzo e al quinto posto della classifica. Le carte migliori le aveva in mano Stefano Pioli, nella sua Parma, squadra al'esordio con una nuova proprietà russo-cipriota. Senza incantare, la Lazio ha portato a casa tre punti d'oro, i suoi meriti di dimensione ridotta rispetto ai regali profusi prima dalla terna, gol buono di Gobbi annullato, e in seguito da Iacobucci, sostituto di Mirante. Già protagonista negativo a Palermo, il secondo portiere ha prodotto disastri cosmici: la solita uscita a vuoto ad annullare subito il vantaggio di Palladino, poi spalancando l'area agli avanti ospiti con un assist di rara precisione. Ma intanto conta il ritorno alla vittoria, per la Lazio, anche per gli stenti di possibili rivali in quella zona di classifica. Ancora un cambio della guardia sul terzo gradino, vi si insedia il Genoa che rimanda battuto il Milan, stretta misura ma merito pieno. Inzaghi mortifica in panchina Torres, per fare spazio alle comparsate di Pazzini e perfino Niang. Ha smarrito la strada della vittoria il Napoli, già fortunato ad avere recuperato il doppio vantaggio che l'irriverente Empoli si era ampiamente guadagnato. In zona rossa, bella rimonta dell'Atalanta sul Cesena. A parlare di calcio come gioia per gli occhi si tornerà domani e mercoledì quando l'Europa chiamerà i nostri eroi.
L’osservatorio di Gianfranco Giubilo
Tre punti importanti perché gli altri stentano