Fratelli e cavalli, il destino dei Roman corre sui binari del completo. La storia inizia negli Anni Settanta e si conclude - provvisoriamente - un paio di settimane fa. Nel dicembre 1979 l’Unione Sovietica inviò le proprie truppe in Afghanistan, scatenando la reazione dell’ONU e dell’Occidente che usarono come sanzione anche il boicottaggio dei Giochi Olimpici in programma in luglio a Mosca. 64 Nazioni aderirono all’invito degli USA di disertare le Olimpiadi, tra queste l’Italia che bloccherà l’invio di atleti militari. La Federazione Sport Equestri era contraria alla partecipazione di qualsiasi azzurro, tra cui l’istruttore e cavaliere triestino Federico Roman che aveva iniziato a Montreal 1976 la rincorsa a una medaglia nel completo, specialità che riunisce dressage, cross-country e salto ostacoli. Roman (3 titoli italiani, figlio di un sottufficiale come i D’Inzeo) morde il freno e recluta una squadra che fa perno sul fratello minore Mauro, più le amazzoni Anna Casagrande e Marina Sciocchetti. A sue spese il quartetto vola a Mosca e gareggia. In sella a Rossinian, grigio irlandese di 8 anni, Roman centra prima l’oro e poi l’argento con la squadra. Un’impresa che l’equitazione italiana non è più riuscita a ripetere. Dal 1985 Federico è a Roma, patron del Pony Club Dragoncello di Acilia, vista sul Tevere e due figli – Luca il maggiore e Pietro che aveva 3 anni quando papà partecipò all’ultima Olimpiade, Barcellona 1992 – che stanno ricalcando la carriera paterna. Il 9 novembre sono saliti insieme a Ravenna sul podio dei Tricolori Assoluti di completo, oro per Pietro (in sella a Barraduff, grigio irlandese come Rossinian), argento per il sergente Emiliano Portale (ex-allievo del Dragoncello, con Rubens) e bronzo a Luca (su Castlewoods Jake). «La vittoria di Pietro è un punto d'arrivo e di partenza per una brillante carriera» sottolinea Giuseppe Brunetti, presidente di Federequitazione Lazio, pigliatutto in questa specialità «Sono molto felice di questa medaglia: siamo in un momento in cui il ricambio generazionale è necessario per dare un nuovo impulso competitivo al completo in Italia». Rilancio al quale la Federazione ha chiamato ancora una volta Federico Roman, già ultimo c.t. a centrare l’argento europeo a squadre a Fontainebleau 2009, in Francia. Un gruppo di lavoro (che comprende il cavaliere olimpico romano Stefano Brecciaroli) è stato creato dal Dipartimento Completo e sarà coordinato dalla medaglia d’oro di Mosca 1980, che non dimentica di essere soprattutto un trainer: «La crescita di questa specialità ci sarà solo con la formazione di istruttori appassionati e capaci». Al neo-tricolore, papà Roman non ha fatto sconti nella preparazione: «Una cosa accomuna tutti al Dragoncello: notevole lavoro in dislivello, buona condizione e responsabilizzazione dei cavalli in caso di errore da parte del cavaliere» spiega Pietro «Mentre tra noi fratelli c’è molta complicità, tanto da scambiarci, per alcune gare, i cavalli».
Una famiglia al Completo
Il neo campione italiano Andrea Roman ha battuto il fratello Luca arrivato terzo
