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Il giro d’Italia in moto è «social»

Il viaggio di un centauro romano a caccia dei «tesori» nascosti Ad accompagnarlo per 47mila chilometri gli utenti del web

Una caccia «social» ai tesori d’Italia in sella a una moto. L’idea di Alessandro Altomonte, romano di Casalotti, è diventata realtà il primo giugno scorso, quando è partito da Milano per «Fammi strada», l’iniziativa sposata dal mensile di settore Motociclismo . Un’avventura terminata il 3 novembre con il ritorno nel capoluogo lombardo. In mezzo 47mila chilometri percorsi nelle venti regioni d’Italia lungo gi itinerari suggeriti dalla nutrita community di Facebook che ha reso possibile il successo dell’esperimento ospitando e accompagnando Alessandro a scoprire gli angoli più nascosti del territorio. Una sintesi tra le competenze tecniche - Altomonte è laureato in marketing e ha esperienze all’estero come social media manager - e la passione di sempre: la moto. «In quasi sei mesi di viaggio grazie all’aiuto degli utenti ho scoperto posti incredibili - racconta il 29enne - anche nelle zone che conoscevo meglio, vicino Roma. Di solito chi va a farsi lo "sparo" (in gergo è un percorso in moto "toccata e fuga", ndr) a Campo Imperatore non fa caso a perle come Rocca Calascio o Santo Stefano di Sessanio, atmosfere incredibili per lo slow ride. Senza i consigli della community non ci sarei mai stato e non lo avrei potuto far sapere agli altri utenti». Centinaia di chilometri al giorno, foto scattate con l’iPhone e postate in tempo reale su Facebook. A rispondere all’appello motociclisti di tutta Italia, entusiati di «fare strada». «Adesso molti di loro che si sono conosciuti nelle tappe del mio viaggio escono in moto insieme tutte le domeniche - racconta Altomonte - era questo l’obiettivo del progetto. I posti più sorprendenti? Il Friuli mi ha stupito per il panorama e per la storia che si respira, con Croazia, Slovenia e Austria a un passo. Poi la Sardegna, quella lontana dalle classiche mete di vacanza. Strade perfette per la moto, paesaggi mozzafiato come nella zona del Gennargentu ed entroterra selvaggi con i cavalli allo stato brado. Incredibile. Nel Lazio ho riscoperto i Monti Sibillini, e i bellissimi Simbruini. La zona più bella e raggiungibile da Roma? Forca d’Acero: per panorama, atmosfera e strade è il paradiso del motociclista». Moto stradali per le curve e i tornanti, enduro per le zone più selvagge. «L’emozione più grande l’ho vissuta percorrendo una strada sterrata, di notte, per arrivare al rifugio del Fargno, nelle Marche. In solitudine sotto un cielo stellato incredibile a 1800 metri di quota, con volpi, lupi e aquile. Sembrava di stare in Tibet. E l’ho scoperto grazie ai social network».

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