Cala il sipario ad Abu Dhabi. Cala sul Mondiale assegnato sul filo di lana a uno tra Hamilton e Rosberg, e sul matrimonio tra la Ferrari e Alonso. Dopo 11 vittorie, 44 podi, 1189 punti e due lunghissimi applausi è arrivata l’ufficialità del divorzio e dell'accordo con Vettel. Alonso ha twittato «il meglio deve ancora venire». Una frase che ahilui non porta fortuna, chiedere a Walter Mazzarri. Magari ci sbagliamo ma con la supremazia Mercedes, almeno per un altro anno gli toccherà fare da comparsa sulla nuova McLaren-Honda (manca il nome del compagno di squadra, non si sa se sarà Button o Magnussen). Si consolerà con il contratto faraonico da circa 90 milioni di euro in tre anni. Ringraziamenti e verità in Alonso: «Ho dato il massimo senza ottenere risultati. A settembre ho capito che era il momento giusto per un nuovo progetto. Non è stata una decisione facile, ne avevamo discusso già l’anno scorso, avevo dei dubbi a restare ma abbiamo aspettato visto che c’erano nuove regole e la possibilità di far meglio. È andata male. Quando ho espresso il mio desiderio al team a settembre, mi hanno aiutato perché avevo un contratto di altri due anni, ma è la cosa migliore per entrambi. È stata un’esperienza fantastica, sono fiero di aver vissuto questi cinque anni in un team straordinario. Ora è il momento di chiudere una porta e aprirne una nuova. Da lunedì sarò un tifoso della Ferrari». Il pilota iberico ha confermato che la rottura con il team di Maranello ha radici vecchie, l’avvicendamento Montezemolo-Domenicali per Marchionne-Mattiacci è stata solo l’ultima goccia. Prima ci sono state le polemiche e il malcontento per le monoposto sbagliate e i due Mondiali buttati, i borbottii e i team radio non proprio sereni, le frecciate ai compagni di squadra ritenuti inferiori, poi, da agosto, l’impossibilità di fare il pilota-team principal, di dettar legge come gli era stato concesso fino a quel momento (anche in virtù di una vettura sempre fallimentare). Alonso ha una feroce voglia di vincere, nella gestione della gara è il migliore ed è convinto di strameritare un altro mondiale. Proseguire con la Ferrari era impossibile: a 34 anni non può aspettare oltre che indovinino la macchina. Non ha tempo e non ha la pazienza chiesta da Andrea Agnelli, presidente della Juventus: «Il 2015 è andato, la Ferrari al vertice nel 2016». Alonso indosserà un casco speciale, una metà ritrae i pit- stop e l’altra le firme dei suoi meccanici raccolte durane il gp di Russia (a conferma che il faccia a faccia decisivo con Mattiacci fu in Giappone). Raikkonen non ha fatto una piega, né un finto sorriso, ha accolto l’amico Vettel: «Sarà bello essere nello stesso team. Il nostro rapporto è stato sempre trasparente. Riporteremo in alto la Ferrari». È morto il Re, viva il Re. Vettel, il cui rapporto con Alonso è passato dalla tiepida conoscenza a una rugginosa antipatia, spera di ripetere l’epopea dei tedeschi vincenti sul Cavallino: Lauda e Schumacher. «Sono certo che le sensazioni saranno uniche il giorno in cui uscirò dai box per la prima volta al volante di una Ferrari. Quando muovevo i primi passi nel mondo delle corse, Michael Schumacher era il mio eroe, me lo immagino sempre su una Rossa. E, adesso, non vedo l’ora di affrontare questa sfida» ha commentato l’ex pilota Red Bull, l’unico veramente felice ieri. E chissà che non si vesta di rosso subito, già nei test di lunedì prossimo. Questo era l’antipasto, la cena è ancor più succulenta: Hamilton e Rosberg si giocano l’alloro più significativo dell’ultimo lustro. A parità di macchina, chi vince è il migliore al mondo senza se e senza ma. Oggi la battaglia finale e campale in seno alla Mercedes (le due sessioni di libere, sabato la terza manche e la lotta per la griglia di partenza alle 14 e domenica il via al gran premio alla stessa ora. Tutto il weekend in diretta su Sky Sport e sulla Rai), con appena 17 punti di scarto tra l’uno e l’altro e 50 in palio vincerà chi manterrà nervi saldi e piede caldo per 55 giri.
Alonso-Ferrari, il divorzio è ufficiale
Dopo cinque anni lo spagnolo lascia la scuderia del Cavallino rampante Al suo posto arriva il tedesco quattro volte campione del mondo Vettel
