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L’osservatorio di Gianfranco Giubilo

Convocazione incomprensibile ma la coerenza del cittì è salva

N on era sbagliata, e non avevamo dubbi in proposito, l'interpretazione della generosità di Antonio Conte. Che, anche contro l'umore del resto del gruppo azzurro, aveva affermato di voler concedere ancora un'occasione a Mario Balotelli, prima grande speranza per il futuro, poi negletto protagonista in negativo degli appuntamenti decisivi, in Brasile disegnato il viale del tramonto. Che non prometeva retromarcia. Il ritorno dell'ex Supermario, al di là degli allarmanti incroci di comuni sponsorizzazioni fra tecnico e giocatore, suscitava il dubbio che Conte volesse allontanare una diaspora di polemiche, per concentrare tutte le attenzioni su un solo argomento. Impressione accentuata quando nelle prime prove di squadra a Balotelli è stato riservato il ruolo che dovrà svolgere domenica a Milano, uno spicchio di un'affollata panchina. Microfoni aperti ieri a comprimari che non hanno prospettive di interpretazioni memorabili, nelle interviste un solo obiettivo, l'elogio alle grandi capacità di Antonio Conte: quelle tecniche le aveva illustrate il triennio juventino, quelle umane avevano bisogno di una vigorosa lustrata e nessuno si è tirato indietro, da Bertolacci a Soriano. Che forse si ritaglieranno uno spazio tra una settimana, a Genova nel match benefico con l'Albania di De Biasi. E quella, dunque, potrebbe essere l'occasione per Balotelli per ripendersi una ribalta e un posticino sul campo, che sarebbe però legato all'assenza, anche parziale, dal teatro di San Siro, domenica sera.

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