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La pausa «distende» i nervi

di Tiziano Carmellini C’era una volta la Roma bella e serena che giocava un bel calcio, faceva divertire e si divertiva nel mostrare tutta la sua qualità in giro per l’Italia. Poi sono bastati un...

C’ era una volta la Roma bella e serena che giocava un bel calcio, faceva divertire e si divertiva nel mostrare tutta la sua qualità in giro per l’Italia. Poi sono bastati un paio di passi falsi, per altro più che prevedibili (perdere col Bayern e a Napoli ci può stare) e tutto si è inspiegabilmente complicato. Giocatori che all’improvviso scoprono di non essere un’armata invincibile come il campionato, a parte gli scontri diretti con la Juve e poche altre gare, farebbero pensare. La difficoltà rispetto all’anno scorso per Garcia è dover gestire il doppio impegno con la Champions. Inevitabile far ruotare gli uomini e altrettanto scontati i musi lunghi degli esclusi di turno. Il caso-Totti si è aperto e chiuso in un amen: il capitano voleva restare in campo e segnare un gol (finora in campionato c’è riuscito solo su rigore) dopo quel cartellino giallo preso che gli farà saltare la gara di Bergamo, Garcia non si è reso conto della situazione ma era sincero a fine partita quando ha spiegato di voler tutelare il suo giocatore più forte. Ljajic, invece, ha fatto sapere di avercela con i giornalisti e non con i tifosi. Strano, no?! Bellissimo il gol, bene il suo sacrificio difensivo, ma il vero salto di qualità lo farà solo quando certe giocate riuscirà a mostrarle nelle partite «vere» e con maggiore continuità. Due piccole spine (ce n’è pure qualcun altra, vedi Destro) che dimostrano quanto sia difficile gestire una rosa extralarge . L’unica soluzione per Garcia è continuare a vincere. Allora avrà sempre ragione lui. Benedetta sia la sosta, per recuperare qualche infortunato e calmare i bollenti spiriti.

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