Capannelle cuore dell’ippica e prima storica pista del Bel Paese, lo è ancor di più con la nomina del suo direttore Elio Pautasso a presidente di Federippodromi, che riunisce 11 società di gestione degli impianti di Bologna, Cesena, Grosseto, Merano, Pisa, Roma, San Giovanni Teatino, Torino, Treviso, Trieste, Varese. Una poltrona che scotta quella lasciata dal piemontese Melzi d’Eril e ora occupata dal dirigente capitolino, ma di grande importanza nei rapporti con il Ministero delle Politiche Agricole che sovrintende direttamente - dopo l’abolizione di Unire e Assi - al pianeta cavallo in Italia. Pautasso, torinese classe 1965, dal 1996 alla guida di Capannelle, è ingegnere meccanico con un passato di project-manager in Fiat. Dal 2010 è nel cda di HippoGroup, gestrice di via Appia ed era vicepresidente di Federippodromi, carica ora del bolognese Marco Rondoni e del pisano Emiliano Piccioni. «Le difficoltà in cui si dibattono i nostri galoppo e trotto sono sotto gli occhi di tutti», ha sottolineato Pautasso, eletto all’unanimità. «Ciò nonostante ci impegneremo per presentare in breve tempo un piano operativo che tenga nel dovuto conto le difficoltà quotidiane del comparto e l’obiettivo prioritario delle società di corse aderenti: quello di traghettare l’ippica italiana verso la riforma del settore, prevista dalla Legge Delega». A Pautasso va riconosciuto il merito di essere riuscito, tra notevoli difficoltà burocratiche e amministrative, a riportare il trotto - e il suo Derby - nella Capitale dopo la chiusura di Tor di Valle.
Il direttore di via Appia
Elio Pautasso eletto all’unanimità presidente di Federippodromi