Il primo, vero, campanello d’allarme è scattato. Non tanto per la sconfitta, quanto per le modalità con cui è arrivata. Questa volta infatti è proprio Rudi Garcia che non riesce a nascondere un’evidente prestazione anonima dei suoi ragazzi travolti al San Paolo probabilmente dal Napoli migliore visto in stagione. Il tecnico francese non può però alzare troppe barriere di difesa: «Giocando così non si vincono le partite, credo che oggi abbiamo avuto problemi di testa più che fisici. Il Napoli è stato più forte di noi e giustamente ha vinto il migliore in campo». Certo i numeri dell’ultimo mese non sono confortanti, ma in primis l’aspetto che preoccupa di più è l’atteggiamento molle e spaurito nei primi minuti di gioco. Come in quella terribile serata all’Olimpico con il Bayern Monaco, ancora non dimenticata. Mai era successo però finora in campionato: «È la prima volta che ci capita di perdere così tanti contrasti, questo dimostra un problema mentale perché non si può concedere un intero tempo all’avversario soprattutto contro questi avversari. Su questo dovremmo per forza migliorare». Non possono bastare i lievi segnali di risveglio mostrati nei primi venti minuti della ripresa: «Abbiamo creato un paio di occasioni in cui potevamo pareggiare e lì sarebbe potuta girare la gara, ma alla fine siamo stati anche fortunati nel chiudere i primi 45’ sotto soltanto di una rete», ammette onestamente il francese. Anche perché la strategia studiata in partenza non ha proprio funzionato: «Non mi crederete se vi dico che avevamo preparato la gara provando ad attaccarli subito alti facendo pressing, però non avevamo la gamba per farlo. Dobbiamo cambiare atteggiamento quando siamo pressati». Un primo bilancio registra però difficoltà evidenti quando si alza il livello di qualità dell’avversario, un problema che Garcia non riesce proprio ad analizzare in questo momento: «Vedremo in futuro se sarà così, per esempio a Manchester abbiamo dimostrato a larghi tratti di poter competere con i campioni d’Inghilterra». Una brutta prestazione di squadra che non salva nessuno, difficile quindi parlare dei singoli o di chi entrando dalla panchina non ha avuto neanche modo di dare il suo contributo. Riferimento ovviamente destinato a Destro e Iturbe o al mancato utilizzo di De Rossi, dove però il tecnico chiarisce ogni dubbio: «Daniele non stava bene il giorno prima della gara, aveva avuto un affaticamento muscolare e per questo non ho voluto rischiare. Chi è entrato invece non ha avuto molti palloni giocabili, però credetemi non sono preoccupato». Nelle prossime settimane, la Roma proverà a recuperare quei giocatori di personalità che fanno sentire tremendamente la loro mancanza in appuntamenti come questi. Maicon subito, poi Castan e Strootman dopo la sosta per le nazionali. Prima dello stop i giallorossi affronteranno Bayern Monaco e Torino. La trasferta bavarese servirà più che altro per provare a scacciare i fantasmi della gara dell’Olimpico e ritrovare la giusta autostima per ripartire. «Tornare da Monaco con un pareggio sarebbe un exploit - ammette Garcia - ci prepareremo bene in questi quattro giorni, dobbiamo essere all’altezza». Poi si penserà al campionato che da ieri, come spiega Garcia, «è diventato inevitabilmente più aperto».
«Il campionato è più aperto»
Garcia non cerca alibi: atteggiamento mentale sbagliato Un tempo regalato: fortunati a prendere solo un gol
