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Necessario trovare continuità di risultati

di Luigi Salomone Sarà la Lazio «ribollita» delle ultime due partite (modulo nuovo, il 4-2-3-1, e un atteggiamento più attendista) o di nuovo quella spumeggiante ma poco redditizia delle prime tre...

Sarà la Lazio «ribollita» delle ultime due partite (modulo nuovo, il 4-2-3-1, e un atteggiamento più attendista) o di nuovo quella spumeggiante ma poco redditizia delle prime tre partite di campionato? Il mezzogiorno di fuoco al Franchi servirà per capire meglio il futuro dei biancocelesti chiamati a dare continuità agli ultimi risultati positivi. Finora il rendimento è stato altalenante, le prestazioni contraddittorie: in una parola è mancato «equilibrio». E allora la difficile trasferta di Firenze, contro una concorrente diretta ai posti europei, arriva al momento giusto per misurare i progressi della banda di Pioli, per stabilire se la squadra è in grado di reggere l’urto degli uomini di Montella. Per riuscire a tornare a casa con qualche punto in più il tecnico della Lazio si affida ancora a Mauri chiamato a dare sostanza alla manovra offensiva di Djordjevic e Candreva. A centrocampo torna Biglia, decisivo per schierarsi a tre nel mezzo. In difesa si rivede Radu al posto di Braafheid e Ciani per lo squalificato Cana, la linea rimane a quattro, per ora non sono previsti cambiamenti. Tocca a loro arginare la velocità di Cuadrado e Babacar e preoccupa paradossalmente l’assenza di un centravanti vero tipo Gomez: la Lazio soffre dietro quando non ci sono punti riferimento avendo difensori abbastanza lenti. Montella proverà a vincerla così, in velocità e con il solito (a volte) stucchevole possesso palla mentre Pioli cercherà di alzare il pressing e chiudere le linee di passaggio di Pizarro e Aquilani. La partita è tutta qui, ma è già un esame vero per la Lazio.

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