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Il cannibale non ha più fame

Armin Zoeggeler annuncia il ritiro. È il più grande di sempre nello slittino «L’istinto mi dice di fermarmi. Adesso sogno di continuare a vincere da ct»

Armin Zoeggeler si ritira. Dopo più di vent’anni di successi sulle piste di tutto il mondo lascia il più grande campione nella storia dello slittino. L’altoatesino lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa a Milano. Andrà a coordinare il lavoro di sviluppo dei materiali fra Fisi, Coni e Ferrari. «Dopo le Olimpiadi mi sono preso qualche tempo per riflettere insieme alla mia famiglia - ha detto - ma adesso è arrivato il tempo di ritirarsi dall’attività agonistica. Per tutta la vita ho seguito l’istinto e adesso è arrivato il momento di fermarmi. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto per l’intera carriera, dal Coni alla Federazione Italiana Sport Invernali ai miei compagni e allenatori e alla mia famiglia. Ci sono giovani bravi e tecnicamente dotati come Dominik Fischnaller e il doppio Rieder-Rastner che si toglieranno delle soddisfazioni in futuro, la squadra azzurra potrà contare su di loro. Io ho svolto sempre con passione il mio lavoro, non ho mai fatto fatica ad alzarmi presto al mattino per allenarmi». Passione che un giorno vorrebbe trasmettere ai più giovani in veste di commissario tecnico: «Sogno di creare una squadra che vinca medaglie ai mondiali, in coppa del Mondo e alle Olimpiadi», ha ammesso, affiancato dal presidente della Fisi Flavio Roda e dal vice segretario generale del Coni Carlo Mornati. «Guardare sempre avanti senza fermarsi mai: questo è il mio istinto e finché lo avrò lavorerò come un matto». Nato a Merano il 4 gennaio 1974, Zoeggeler è uno degli atleti più grandi e vincenti di sempre nello slittino su pista artificiale. Soprannominato il «Cannibale», specializzato nel singolo, nel suo palmares annovera sei titoli mondiali, quattro europei e dieci Coppe del Mondo, oltre a sei medaglie individuali consecutive - due ori, un argento e tre bronzi - ai Giochi olimpici: unico al mondo. Gareggiando per la nazionale italiana ha fatto il suo esordio a livello assoluto in Coppa del Mondo nella stagione 1992-93, conquistando la prima vittoria il 15 gennaio 1995 nel singolo a Oberhof. A tutt’oggi può vantare 59 vittorie di tappa in totale, di cui ben 57 nella specialità del singolo, che fanno di lui lo slittinista più vincente di sempre in gare di Coppa del Mondo su pista artificiale ed è, nella speciale graduatoria della vittorie in tappe di Coppa del Mondo negli sport invernali, il secondo italiano con più trionfi in assoluto, dietro al solo Patrick Pigneter (specialista della stessa disciplina ma su pista naturale) e davanti ad Alberto Tomba. In classifica generale ha conquistato la sfera di cristallo in dieci occasioni, eguagliando così il primato di trofei ottenuti nella specialità del singolo, detenuto dall’austriaco Markus Prock, e portandosi a una sola lunghezza dal record assoluto dell’italiano Norbert Huber. Ha partecipato a sei edizioni dei Giochi Olimpici invernali, riuscendo in ognuna di esse a salire sul podio. L’esordio ai Giochi è avvenuto a Lillehammer 1994 (medaglia di bronzo), quattro anni più tardi a Nagano 1998 (argento), a Salt Lake City 2002, come anche nell’edizione di casa a Torino 2006, ha vinto la medaglia d’oro mentre a Vancouver 2010 e poi a Sochi 2014 ha ottenuto nuovamente il bronzo. Tra i numerosi riconoscimenti il titolo di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana ricevuto dopo la vittoria ai Giochi di Salt Lake City 2002. È stato inoltre insignito dall’Arma dei Carabinieri, del cui centro sportivo fa parte, del grado di maresciallo, e in più occasioni ha ottenuto la medaglia d’oro al valore atletico da parte del Coni. Alle Olimpiadi invernali di Sochi la Giunta del Coni lo ha designato portabandiera. Con il bronzo conquistato in Russia, Zoeggeler è diventato il primo atleta nella storia olimpica a ottenere una medaglia individuale, nella stessa disciplina, in sei edizioni consecutive dei Giochi. «Due ori, 1 argento e 3 bronzi alle Olimpiadi. Ritwittate per dire #grazieArmin a Zoeggeler», l’omaggio via Twitter del Coni.

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