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La squadra di Dalmonte può stupire e farsi amare

Diciamocela tutta. Chi, in una giornata senza calcio, è rimasto a casa ha fatto un grossolano errore. Perché la nuova Virtus, quella nata dall'ennesima sforbiciata ad un bliancio dove ormai i...

D iciamocela tutta. Chi, in una giornata senza calcio, è rimasto a casa ha fatto un grossolano errore. Perché la nuova Virtus, quella nata dall'ennesima sforbiciata ad un bliancio dove ormai i sacrifici di Toti sono quelli di autentico mecenate, ha vinto e divertito. Chiari i tratti distintivi della squadra e la filosofia che caratterizzerà la stagione. Questo gruppo è costruito per aggredire le gare su un lato e l'altro del campo. In difesa tanta pressione e molto agonismo e non sono certo casuali i 24 palloni persi da Caserta, a cui ancora gira la testa. In attacco ci si prepari ad accettare qualche forzatura di troppo vista la carattersitica dei singoli propensi a giocare palloni nei primissimi secondi dell'azione e spesso cercando il tiro pesante. Che contro Caserta non è certo entrato con continuità ma che non ha comunque zavorrato la squadra brava a innescare due lunghi di movimento come Morgan, solida la prova dell'ex Michigan State, e del pennellone belga De Zeeuw, letale dall'arco ma capace anche di far esplodere il Palazzetto con una schiacciatona da urlo. Gibson sarà croce e delizia, ma ha senso del canestro e leadership mentre Triche è alla ricerca di se stesso dopo il salto dalla serie inferiore. A miscelare il cocktail, su delega dell'ottimo Dalmonte capace di dare una bella identità al gruppo, sarà l'ultimo arrivato, Rok Stipcevic. Non sarà un play sopraffino ma ha mezzi per governare il gruppo costruito da Alberani. L'obiettivo andrà fissato giornata dopo giornata senza voli pindarici. Ma di certo questa squadra ha mezzi per farsi amare.

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