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Decreto stadi Maratona alla Camera Oggi il voto

Davide Di Santod.disanto@iltempo.it Si fa sempre più dura la partita sul decreto stadi varato dal governo. Il testo è bloccato da due giorni alla Camera dall’ostruzionismo del Movimento Stelle e...

Si fa sempre più dura la partita sul decreto stadi varato dal governo. Il testo è bloccato da due giorni alla Camera dall’ostruzionismo del Movimento Stelle e la discussione è proseguita a oltranza nella notte. Dopo una giornata caratterizzata dagli interventi dei deputati grillini che si sono iscritti in blocco a parlare, l’aula ha approvato la richiesta del Pd di procedere con una «seduta fiume» che continuerà fino al voto finale che dovrebbe arrivare non prima di questa mattina. A preoccupare la maggioranza è la «data di scadenza» del decreto che dovrà passare l’esame del Senato entro il 21 ottobre. Il testo su cui il governo ha incassato la fiducia, emendato nel primo passaggio parlamentare, prevede l’inasprimento delle norme relative al Daspo che diventa prerogativa dei questori ed è applicabile anche ai gruppi. La durata dell’interdizione dagli stadi può raggiungere un massimo di otto anni per i recidivi. Un giro di vite che riguarda cori e striscioni razzisti e frodi sportive (fino a nove anni di carcere), e prevede il potenziamento dell’arresto differito e il divieto di trasferta per uno o due campionati nel caso di gravi episodi di violenza. Tra le misure inserite dopo il varo del governo figurano la dotazione in via sperimentale della pistola elettronica (Taser) ai poliziotti e il contributo sussidiario dei club per pagare gli straordinari degli agenti addetti alla sicurezza. Scongiurata la «stangata» di una quota sui diritti televisivi, le società dovranno quindi versare una fetta dell’incasso al botteghino variabile tra l’1 e il 3%. Proprio la «tassa sulla sicurezza» sarà in cima all’agenda dei club di Serie A nell’assemblea di Lega di domani a Milano.

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