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L’Italia cola a picco

Gli Stati Uniti ci battono 3-1: ora serve un miracolo

Finisce male, con una sconfitta per 3-1 così come era iniziato, il girone eliminatorio della prima fase del mondiale polacco per la Nazionale maschile di volley. Nell'ultimo turno, gli azzurri cedono agli Stati Uniti, agguantando, per un soffio, e grazie alle vittorie altrui, il quarto posto, ultimo buono per il passaggio alla fase successiva. Comunque sia, andiamo al secondo turno. Con mille problemi, ma ci siamo. Entriamo nel girone E; si comincia mercoledì, si gioca a Lodz ed avremo di fronte la Polonia (diretta Rai Sport 1 ore 16.40). A farci compagnia in questa pool, saranno Francia (che ha perso punti solo con noi), l'Iran e gli Stati Uniti. Mentre dal gruppo A arrivano i padroni di casa, (per loro percorso netto), la Serbia, l'Argentina e l'Australia. In questa seconda fase la particolarità della formula sta nel fatto che ci si portano dietro i risultati acquisiti contro le formazioni già affrontate. Per i ragazzi di Berruto si prospetta una strada che definire in salita sarebbe un eufemismo. Pronti via e siamo in penultima posizione; ci lasciamo alle spalle solo l'Australia. A dover tirare le prime somme, in questa competizione iridata è difficile trovare qualcosa che sia girata per il verso giusto. Cominciando dalla fine, nella gara con gli Usa, proprio mentre stavamo lottando per rimettere le cose a posto vincendo il secondo set, Zaytsev, il braccio armato della nostra formazione, cade male da un muro e si fa male alla caviglia. Andando a ritroso, con il Porto Rico ci sono pochi dubbi sulla nostra pessima prestazione, ma i nostri avversari in quella forma non si erano mai visti. E si potrebbe proseguire. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, o almeno non del tutto vuoto, ci si può aggrappare alla prestazione con gli Usa. La difesa ha ritrovato, seppur a tratti, un po' di quella incisità che era stata uno dei nostri punti di forza; la ricezione ha mostrato segni di vita e anche il cambio palla ha fatto vedere, anche qui con una continuità da rivedere, cose interessanti. Come dire che, se dovessimo tenere questo livello di gioco da qui in avanti, per le avversarie affrontarci non sarebbe una passeggiata e la qualificazione non sarebbe un miraggio assoluto.

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