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La Lazio non sfata il tabù San Siro

Non si interrompe la maledizione che dura da 25 anni. I biancocelesti sbagliano troppo, sprecano un rigore con Candreva e perdono 3-1

Fa tutto il Milan. Il bello e il cattivo tempo a San Siro. Ne segna tre e regala un autogol ai biancocelesti. Che di tutta risposta sciupano un rigore con Candreva. Esulta come quando era un bomber, Pippo Inzaghi, alla sua prima sulla panchina dei rossoneri. Sorride un po' meno Pioli, la Lazio fa di tutto per perdere. E, nonostante i venticinque anni di astinenza, non riesce a sfatare il tabu San Siro. Le attese della vigilia confermate, nel 4-3-3 e negli undici in campo. Berisha tra i pali, Basta e Radu sulle corsie esterne, De Vrij e Cana al centro della difesa. A centrocampo Biglia in cabina di regia, Parolo e Lulic da mezzali. Klose guida l'attacco con Candreva e Keita a completare il tridente. A specchio i rossoneri, qualità e rapidità il marchio di fabbrica dei tre lì davanti: Honda, Menez falso nove ed El Shaarawy. Una stagione, quella scorsa, tra infortuni e operazioni per il Faraone. De Vrij se lo ritrova di fronte, non sa ancora con chi ha a che fare. L'egiziano ci mette poco a farsi conoscere, scappa sull'out mancino e in campo aperto supera l'olandese. Poi regala la ciliegina sulla torta per Honda, che infila Berisha e spedisce in gol. Corsi e ricorsi storici, il trequartista giapponese era stato a un passo proprio dalla Lazio nel gennaio 2012. Lazio disorientata, solo Lulic e Candreva fanno veramente paura al Milan quando scattano sulle corsie esterne e provano l'inserimento. Movimenti che certo Pioli chiede anche a Parolo e Keita, senza troppe risposte positive. Senza capo né coda, per tutto il primo tempo. Quando inizia il secondo tempo, però, sembra solo una fotocopia. Inziano meglio i biancocelesti, ma a punire è ancora il Milan. Perché la difesa è troppo disattenta, basta Abate a sfondare sull'out destro e una spaccata di Muntari a trafiggere un incolpevole Berisha. Per De Vrij non è certo un esordio fortunato, pochi giri d'orologio per tanti errori: qualche colpa nel raddoppio rossonero, un'ammonizione e poi quel fallo su Menez in area. L'arbitro Tagliavento fischia, forse generosamente, il rigore che sigla proprio il francese. C'è l'ad Galliani che dalla tribuna predica calma, fa bene perché la Lazio trova un piccolo spiraglio di speranza. Pioli inserisce Felipe Anderson e Djordjevic per Keita e Klose, il serbo ci mette subito lo zampino. L'assist pennellato dalla destra di Candreva, si pasticcia davanti a Diego Lopez, Djordjevic prova la zampata ma è Alex a spedire nella sua porta. Arrembaggio biancoceleste negli ultimi quindici minuti, gli inserimenti di Mauri - a rilevare Lulic - l'ultima ancora di salvataggio per un insperato pareggio a San Siro. E la storia cambia, è una Lazio più propositiva che crea e fa paura. Soprattutto nel finale, rovesciata di Mauri in area, Candreva controbatte al volo con un miracolo di Diego Lopez a salvare. Il risultato, invece, non cambia come pure la Lazio che mostra alla prima molti limiti della scorsa stagione. Il rigore sbagliato da Candreva all'ultimo minuto è solo la foto di un esordio maledetto. Si conclude poco in porta, si pasticcia troppo in difesa. La prima alla Scala del calcio è da rivedere, biancocelesti rimandati a dopo la sosta col Cesena all'Olimpico.

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