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Insulti tra «campanili», linea morbida di Tavecchio

Davide Di Santod.disanto@iltempo.it Linea morbida della Figc sulla controversa «discriminazione territoriale» negli stadi. Il consiglio federale - il primo del neopresidente Carlo Tavecchio - ha...

Linea morbida della Figc sulla controversa «discriminazione territoriale» negli stadi. Il consiglio federale - il primo del neopresidente Carlo Tavecchio - ha approvato la modifica del codice di giustizia sportiva che scongiura la chiusura delle curve in caso di insulti tra «campanili». D’ora in poi i club - per i quali resta la responsabilità oggettiva - saranno sanzionati con un’ammenda mentre solo «nei casi più gravi, da valutare in modo particolare con riguardo alla recidiva», si potrà ricorrere alla chiusura di uno o più settori, partite a porte chiuse e squalifiche del campo fino a un massimo di due anni. La marcia indietro arriva alla vigilia di una stagione già avvelenata, con l’uccisione del tifoso napoletano Ciro Esposito e un clima di vendette incrociate e ostilità tra tifoserie, e si concretizza nella modifica degli articoli 11 e 12 del codice. Dal primo, che riguarda le «responsabilità per comportamenti discriminatori» sanzionate come illeciti disciplinari, è sparita la parola «territoriale» in conformità con la normativa Uefa. Invariate le sanzioni previste in caso di insulti per motivi di «razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità e origine etnica» per i quali, in base al decreto stadi varato l’8 agosto dal governo, è previsto anche l’arresto differito entro 36 ore dopo il reato. Del resto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lo aveva detto: «Una cosa è l’incitamento all’odio razziale, un’altra gli insulti tra campanili». Le manifestazioni che comportino «offesa, denigrazione o insulto per motivi di origine territoriale» vengono invece aggiunte all’articolo 12 («prevenzione di fatti violenti»), più tenero in fatto di sanzioni. Per fare alcuni esempi, i cori sulla quiescienza del Vesuvio porteranno solo multe mentre se, come al Madrigal, dagli spalti dovesse essere lanciata in campo una banana, scatterebbe automaticamente la chiusura del settore come sanzione minima. Optì Poba sarà d’accordo.

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