Ha fissato lo sguardo al cielo, si è fatto il segno della croce, si è inginocchiato ed ha baciato l’asfalto di Zurigo, quello che ha consacrato la sua nuova dimensione, dalla pista alla strada. Otto anni dopo Stefano Baldini a Goteborg 2006 l’Italia torna a vincere l’oro europeo nei 42,195km della maratona maschile con Daniele Meucci che completa così la sua collezione continentale dopo aver vinto il bronzo e l’argento sui 10.000 a Barcellona 2010 ed Helsinki 2012. Il 28enne ingegnere pisano dell’Esercito è riuscito a firmare il primato personale chiudendo in 2h11:08 (alla terza maratona in carriera) al termine di uno straordinario attacco che poco prima del 35° chilometro lo ha portato coraggiosamente da solo al comando della gara. Argento al polacco Yared Shegumo (2h12:00) e bronzo al russo Aleksey Reunkov (2h12:15), settimo l’altro azzurro, l’affidabilissimo Ruggero Pertile (2h14:18). Il terzo italiano al traguardo è il 22enne Michele Palamini che conclude il suo battesimo in nazionale al 32° posto (2h21:32). Ritirati, invece, Andrea Lalli, Liberato Pellecchia e Domenico Ricatti (infortunato). Nella classifica di Coppa Europa di maratona, gli azzurri sfiorano il podio per soli 10 secondi piazzandosi quarti (6h46:58) dietro la Svizzera e la Francia nel Trofeo vinto dalla Russia (6h46:04). «Non ho mai guardato il cronometro - le parole di Meucci - ho badato solo a me stesso, alle mie sensazioni e al comportamento degli avversari. Al 35° chilometro Massimo Magnani (direttore tecnico azzurro e suo mentore, ndc) mi ha detto che stavo bene e che dovevo andare. Io ero un po’ in dubbio, mi sembrava troppo presto ma ho avuto fiducia. Ho ascoltato il consiglio e ha avuto ragione. Le sue parole mi hanno dato una grandissima consapevolezza e in quel momento ho capito che avrei vinto». Quarto posto in 43.26 della 4x100 femminile (Marzia Caravelli-Irene Siragusa-Martina Amidei-Audrey Alloh) a cui sfugge il bronzo per appena quattro centesimi. Queste ragazze, però, sono un bel gruppo e certamente faranno qualcosa di importante . Il quartetto italiano del miglio (Bazzoni, Spacca, Bonfanti e Grenot) chiude settimo 3:28.30, nella gara vinta dalla Francia mentre non è arrivato il testimone della 4x100 maschile, stoppato nell’ultimo cambio tra Marani e Obou (bene invece il cambio tra Cerutti e Desalu). Chiara Rosa, che due anni fa ad Helsinki era stata medaglia di bronzo, ha pagato i postumi di una distorsione al polso e con 18.10 al secondo lancio ha portato a casa il quinto posto nella gara dominata dalla viceiridata tedesca Christina Schwanitz (19.90). Nona Alessia Trost nell’alto (1.90 alla prima); stessa posizione per Soufiane El Kabbouri con 3:51.98 nella finale dei 1.500 vinta dal francese Mahiedine Mekhissi-Beneabbad (punito con la squalifica nei 3000 siepi per essersi tolto la canottiera prima del traguardo) con il crono di 3:45.60. Applausi del Letizgrund per Mohamed Farah, bravo a vincere anche i 5.000 (dopo i 10.000) completando l’ennesima doppietta in carriera. Farah ha vinto in 14:05.82 mentre il debuttante azzurro Marouan Razine ha concluso la sua avventura in quattordicesima posizione (14:16.95). L’Italia chiude al nono posto nel medagliere e nella classifica a punti: con 3 medaglie (2 ori e un argento) e 71 punti frutto di 21 atleti classificati tra i primi 8 d’Europa. Svettano i 23 metalli della Gran Bretagna (12 ori/5 argenti/6 bronzi) davanti a Francia (23, 9/8/6) e Germania (8, 4/1/3). «Occorrerà investire sui giovani e sulla valorizzazione dei tecnici», è la ricetta del presidente federale Alfio Giomi in vista del prossimo appuntamento con la rassegna continentale ad Amsterdam nel 2016.
Meucci re a Zurigo
Il pisano vince l’oro nella maratona agli Europei di atletica. Al 35°chilometro l’attacco decisivo: «Sapevo che avrei vinto»
