Nel giro di quarantotto ore, la modestia dei numeri iniziali subisce un consolante cambio di marcia, e nel rating europeo di Zurigo le quotazioni italiane recuperano margini dignitosi, in un campionato continentale che nel computo delle medaglie ha come segni dominanti soprattutto il tricolore francese, la bandiera britannica dell'Union Jack e, un gradino sotto, la compagine russa, forte di podio ma svantaggiata nel conteggio delle vittorie. Ieri, in mattinata, su un percorso rognoso, salita e discesa di forte impegno da ripetere quattro volte, una condotta di gara ineccepibile, è salito al cielo della specialità europea il secondo posto di Valeria Straneo in una delle maratone più affascinanti vissute nella storia di una gara inserita ufficialmente nel programma femminile dei campionati europei trentadue anni fa, edizione di Atene, anno 1982. Chapeau di rigore alla 39enne francese Christelle Daunay, inchino d'uguale intensità alla trentottenne mamma di Alessandria. Ripetendo il meraviglioso risultato firmato nella scorsa stagione ai mondiali di Mosca, Valeria Straneo ha guidato il gruppo delle maratonete azzurre alla conquista del titolo continentale a squadre, confermando per la rappresentativa azzurra l'affermazione registrata 4 anni fa sulle strade di Barcellona. A spostare i pesi della bilancia, in pieno ferragosto e nel tradizionale fermo della stampa quotidiana, era giunta l'affermazione di Libania Grenot sui 400. Da scenario astratto, seppure pronosticato dai più, il risultato della trentunenne nativa di Santiago de Cuba divenuta italiana ed azzurra per matrimonio aveva avuto il merito di dare una scossa al medagliere al termine di una gara condotta in testa dal primo all'ultimo metro del giro di pista. Sempre nella giornata di mezzo agosto, insieme con il quinto posto sui 200 di Diego Marani, nome su cui contare per il rilancio della velocità italiana, era sopraggiunto il quinto posto di Federica Del Buono sui 1500. Risultato rilevante, proiezione della diciannovenne figlia d'arte ad un futuro ampiamente credibile. Unico rimpianto, nell'indiscutibile bontà della prestazione, il convincimento che un pizzico di autostima in più, ma soprattutto una collaudata esperienza internazionale, avrebbero consentito alla mezzofondista veneta di salire sul terzo gradino del podio.
L’orgoglio delle azzurre regala risultati ed emozioni
di AugustoFrasca Nel giro di quarantotto ore, la modestia dei numeri iniziali subisce un consolante cambio di marcia, e nel rating europeo di Zurigo le quotazioni italiane recuperano margini...