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Tavecchio parte nel caos

Niente sorpresa: il capo dei Dilettanti diventa presidente federale col 63% dei voti. Agnelli litiga con Preziosi, Lotito esulta, la Roma si dissocia. Riforme in alto mare

Fumata bianca al terzo scrutinio. Il ragionier Carlo Tavecchio è il nuovo presidente federale, eletto con il 63.63% dei voti. È stata una giornata convulsa all’Hilton di Fiumicino, dove scaramucce e litigi hanno fatto da cornice a un’Assemblea elettiva che non ha regalato sorprese. Demetrio Albertini esce sconfitto, ma il candidato delle componenti tecniche in realtà non è mai riuscito a entrare in partita. Le quattro Leghe hanno avuto il merito di saper difendere il proprio candidato anche davanti all’indifendibile, più per timore del commissariamento che per convinzione stessa. La Lega di Serie A ha respinto un tentativo di golpe di stampo sabaudo: nei tre scrutini tredici club hanno votato sempre a favore di Tavecchio, cinque fedeli ad Albertini e due schede bianche. In serie A c’è stata fermezza e coerenza, così come in gran parte delle altre componenti. Tavecchio vince senza ottenere quell’ampio consenso richiesto il presidente del Coni Giovanni Malagò, necessario per le riforme statutarie; il presidente federale non avrà problemi a gestire l’ordinaria amministrazione, ma il suo governo probabilmente necessiterà di un commissario ad acta per portare avanti le riforme. «Sarò il presidente di tutti, soprattutto di coloro che hanno espresso dissenso - afferma Tavecchio, appena eletto - dalle vicende delle scorse settimane ho tratto insegnamenti che metterò a frutto. Non ho parlato con nessun commissario tecnico, non ho fatto ancora nessuna operazione di una nuova governance, che dovrà essere condivisa con il consiglio federale. Facciamo le riforme insieme». «Alla fine, ha vinto il corporativismo - afferma Demetrio Albertini che esce sconfitto dall'assemblea della Figc - volevo essere un’alternativa diversa, ma il blocco delle Leghe è difficile da scardinare». Un altro sconfitto è certamente Andrea Agnelli che da sempre ha guidato una campagna anti-Tavecchio. Il presidente della Juventus è arrivato in ritardo (era in Australia) e ha lasciato l’Hilton di Fiumicino in anticipo, quando era ancora in corso il terzo scrutinio. Giusto il tempo per litigare con Preziosi, alterarsi con Lotito e riprendere la via di casa. Il presidente della Juve ha avuto il merito di far emergere qualche crepa all’interno della Lega, a testimonianza che a via Rosellini al di là della calma apparente, c’è fermento. «Fronte spaccato? È per questo che avevamo suggerito un ripensamento a entrambi i candidati - afferma il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni - nessuno dei due aveva un seguito così forte per portare avanti le riforme strutturali, è stato necessario arrivare alla terza votazione, che non è mai un bel segnale». A via Allegri è attesa una mini rivoluzione a cominciare dalla governance, (ci potrebbe essere l’ex atleta Fiona May come consulente contro la discriminazione) ci saranno sorprese già ipotizzate dal presidente del Coni Giovanni Malagò che non ha fatto mancare il suo augurio al nuovo presidente della Figc. «Complimenti a Tavecchio per l’elezione e benvenuto nella grande famiglia del Consiglio Nazionale del Coni - afferma in una nota il numero uno dello sport italiano - complimenti anche ad Albertini che ha combattuto lealmente fino all'ultimo. Adesso però si deve guardare avanti. Tavecchio è stato bravo a farsi eleggere ma ora dovrà essere ancora più bravo per portare dalla sua parte anche chi non l'ha votato. Il calcio ha bisogno di riforme importanti che si possono realizzare solo con la piena condivisione di tutte le componenti. Sono convinto che Tavecchio porterà presto novità anche all'interno della governance. Avevo detto che ci sarebbero state sorprese e ci saranno a breve. Ma tocca a Tavecchio annunciarle e comunicarle. Da parte mia i più sinceri auguri di buon lavoro». Ne ha bisogno. La giornata era partita con il fuoco incrociato dei due schieramenti,. Il presidente del Torino, Urbano Cairo, si era scagliato contro il patron della Lazio circa la possibilità ventilata nei giorni scorsi che lo stesso Lotito possa ricevere la delega al Clubtalia: «Tutto ha un limite», ha detto il numero uno del Toro. Esordio da cinema del neo-patron blucerchiato Massimo Ferrero: «In questa prima Assemblea federale da presidente della Sampdoria ho imparato una cosa molto bella: tante chiacchiere. «Lotito? È fatto così. Vuole essere un protagonista, se c’è un funerale vuole fare il morto, se c’è un matrimonio vuole fare lo sposo. È un grande uomo».

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