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De Sanctis: "Noi da scudetto, voglio chiudere con un trionfo"

Giallorossi in ritiro in Austria: mattinata di allenamento a porte chiuse. De Rossi infortunato alla caviglia

Mattinata di allenamento a porte chiuse in casa Roma. I giallorossi sono scesi sul terreno di gioco con clima decisamente più gradevole rispetto a quello dei giorni precedenti: 20 gradi sul cronometro e cielo coperto contro il 30 e sole a picco di ventiquattro ore fa. La sessione mattutina si è svolta anche oggi a porte chiuse. Garcia ha lavorato sulla parte tattica dividendo i giocatori in due squadre e facendogli provare gli schemi difensivi e offensivi. Daniele De Rossi ha lasciato l'allenamento per una contusione alla caviglia destra, mentre i soliti Strootman, Castan e Balzaretti hanno svolto lavoro differenziato. Continua a lavorare a parte anche Benatia, il marocchino infatti ha lavorato in palestra complice un leggero affaticamento rimediato nell'amichevole contro l'Enteldorf.   A parlare è stato l'ultimo arrivato Morgan De Sanctis: "Mi sono operato il 21 maggio, mi hanno detto che la prognosi era di 90 giorni. Oggi che siamo al 82esimo o 83esimo giorno ho ricominciato ad allenarmi con i compagni e non ho avuto alcun problema". Dopo aver rassicurato sulle sue condizioni, De Sanctis non si lascia pregare e, come sempre, con onestà e intelligenza, affronta a 360 gradi i temi caldi del mondo Roma. Su Benatia: "Il calcio italiano vive un momento di esportazione. A Medhi devo riconoscere che ha sempre fatto tutto con la massima disponibilità e il massimo impegno. Si sta comportando da professionista esemplare e non è cambiato nulla rispetto all’anno scorso quando è stato un punto di forza in campo e nello spogliatoio. Perderlo potrebbe essere una cosa negativa ma ci sono delle situazioni che prevodono sacrifici. Questi sacrifici non sempre sono a perdere, ma anche a guadagnare. Se vogliamo essere di memoria cortissima basti pensare a ciò che è successo l’anno scorso, in questa piazza si piangeva la partenza di grandissimi talenti come Lamela e Marquinhos e invece sono arrivati giocatori non tanto esaltati all’inizio ma che hanno dimostrato di essere funzionali". Il 38enne De Sanctis sa perfettamente che di tempo per vincere qualcosa non glien'è rimasto poi molto: "La volontà di chiudere in bellezza la carriera c’è assolutamente. Sulla Roma, non posso non immaginare che questa società, per come sta impostando il lavoro, non pensi al futuro. I tifosi possono stare tranquilli. Sull’aspetto di vincere contano tantissime cose: sarebbe auspicabile non trovarsi davanti una squadra che faccia più di cento punti". E proprio rispetto alla Juve Morgan si sente ancora un passettino indietro: "La Juve resta la squadra più forte, non ha praticamente cambiato tantissimo. Sono andati via giocatori che negli ultimi tempi avevano un ruolo marginale: resta una rosa che ha fatto 102 punti in campionato. Tutti parlano del cambio di Conte che potrebbe condizionareà Non ci credo tanto, contano i giocatori che scendono in campo e non credo che concederanno qualcosa. Pensare che possano ripetersi, anche questo vedo come condizione difficile da ripetersi. Ho voglia, ansia di ricominciare il campionato. Vedremo quello che succederà. E’ vero, l’anno scorso pressione non c’era, però immagino che possiate rendervi conto che la pressione è salita dopo le 10 vittorie di fila. Il bilancio dell’anno scorso l’ho fatto: la squadra, a un certo punto, escludendo le ultime 3 partite, ha fatto il miglior campionato possibile. Qualcun altro lo ha fatto meglio di noi per tutta una serie di motivi o meriti". Un fiume in piena, Morgan De Sanctis.

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