Rischia di scivolare su una banana, Carlo Tavecchio, nella sua corsa alla guida della Federcalcio. Il frutto in questione è quello evocato venerdì all’Hilton di Fiumicino durante la presentazione ufficiale della sua candidatura: un programma in 16 punti per la rifondazione del calcio italiano declamato davanti all’assemblea straordinaria della Lega Nazionale Dilettanti con retorica appassionata e gestualità da comiziante di lungo corso. IL FRUTTO DELLA DISCORDIA Esperienza che non è servita al 71enne presidente della Lnd a evitare una gaffe clamorosa sul tema degli stranieri nel calcio: «Le questioni di accoglienza sono un conto, quelle del gioco un altro. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba(nome inventato, ndr) è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così». Dopo le banane, il diluvio di polemiche. Le scuse di Tavecchio sono un’arrampicata sugli specchi: «Mi riferivo al calcio inglese, se qualcuno ha interpretato il mio intervento in maniera offensiva me ne scuso, la mia vita è improntata all’impegno sociale, al rispetto di tutti e al volontariato». Parole seguite ieri da una nota: «Accetto le critiche ma non le accuse di razzismo. Se sarò eletto ci sarà una politica contro ogni discriminazione». PD E SEL: IL FRONTE «NOTAV» Adesso, però, la questione è politica. Pd e Sel chiedono un passo indietro nella corsa alla guida della Figc. Tavecchio ha già ottenuto l’endorsement delle leghe di A e B, senza contare il voto unanime della Lega Dilettanti, una buona fetta del quorum nella votazione fissata per l’11 agosto che deciderà il dopo Abete. «Sconcerto e irritazione» le parole del sottosegretario Delrio. «Il signor Tavecchio dovrebbe ritirarsi», attacca il democratico Roberto Morassut. «Il caso non dovrebbe nemmeno essere in discussione - spiega Debora Serracchiani - la candidatura semplicemente non può essere presa in considerazione». Per Giovanna Melandri si tratta di una «frasaccia che vanifica ogni sforzo per colpire razzismo». «Nessuna gaffe. Solo razzismo. Solo ignoranza. Solo volgarità», scrive invece Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel. Fino a venerdì, le banane erano state evocate solo dalle frange estreme del tifo: «Tavecchio non può fare il presidente della Figc. Sono state svuotate le curve e sospese partite per parole così», scrive il pd Davide Faraone. Per Cécile Kyenge anche le scuse di Tavecchio («faccio volontariato») sono espressione di un «atteggiamento paternalistico nei confronti di chi si pensa inferiore e da civilizzare». Jean-Léonard Touadi su Twitter annucia proteste in via Allegri, sede della Figc, il giorno del voto, rilanciando l’hashtag #Tavecchiovattene. FORZA ITALIA GIOCA IN DIFESA Gli «azzurri» - quelli in Parlamento - si schierano a zona in difesa di Tavecchio. «La sinistra usa sempre due pesi e due misure - spiega Daniela Santanchè -. Strumentalizzare una frase infelice e poi chiarita con tanto di scuse significa voler usare ogni arma pur di ingerire in tutti i campi in cui si parla di nomine». Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri invita quelli «che si agitano nel Pd a scendere da cavallo». Quagliariello, Ncd, sottolinea che «la politica non deve immischiarsi nello sport». Per il sergetario della Lega Salvini, però, «l’Italia è una Repubblica fondata sul calcio e Renzi occuperà di diritto anche la poltrona di presidente della Figc». LA SERIE B NON MOLLA Si gode la scena l’altro candidato alla guida del carrozzone del pallone italiano, Demetrio Albertini. Renzo Ulivieri, sostenitore dell’ex milanista, ipotizza: «se una cosa del genere l’avesse detta lui gli avrei tolto il mio appoggio». Il presidente dell’Aic Damiano Tommasi ammette di aver ricevuto le proteste di tanti giocatori, italiani e stranieri: «Sono sconcertato dalle parole di Tavecchio e allibito dal silenzio che le ha circondate». A difenderlo su Twitter è Andrea Abodi, alla guida della serie B: «Una frase inaccettabile non fa di una persona un razzista. La demagogia non è una buona medicina». Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Macalli, Lega Pro: «Strumentalizzazione sorprendente. Nessuno può fare la morale a Tavecchio». LANCIATORI E BANANE All’estero, si diceva. In Spagna David Campayo, il tifoso del Villareal che ha lanciato una banana all’indirizzo di Dani Alves, del Barcellona, è stato bandito a vita dal Madrigal, rischia il carcere e ha anche perso il lavoro. Da noi i «lanciatori di banane» diventano presidenti della Federcalcio.
Tavecchio scivola sulle "banane"
Corsa alla Figc e la gaffe sugli stranieri. La sinistra: ora un passo indietro, "uno così non può guidare la Federcalcio". FOTO
