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«Nella storia? Non ci credo»

Scherma L’oro nella spada di Rossella Fiamingo dopo 20 anni «Ho cercato questa medaglia mondiale con tutta me stessa»

Rossella Fiamingo è giovanissima. Ha solo 23 anni ma esperienza da vendere. Schermitrice specializzata nella spada, ha già gareggiato sui maggiori palcoscenici internazionali e conosciuto l’ebbrezza di vincere una medaglia. Quella conquistata domenica ai Mondiali di Kazan - oro individuale - ha un sapore speciale. In Russia ha sorpreso tutti superando in finale, per 15-11, la tedesca Britta Heidemann. È nata a Catania dove nel 2011 ha vinto la sua prima medaglia mondiale nella competizione a squadre. Nella sua carriera da cadetta e under 23 ha ottenuto quattro ori e due bronzi. Oggi si gode il successo più importante delle sua carriera anche perché arriva esattamente venti anni dopo l’oro di Laura Chiesa nella stessa specialità, l’ultimo di un’atleta azzurra: «Ancora non mi rendo conto, la mia famiglia mi racconta delle notizie che arrivano in Italia ma qui faccio fatica a realizzare. Ieri sera prima di andare a dormire ho rivisto la registrazione della gara per capire meglio quello che era successo». Cosa significa per lei questa medaglia? «Ho capito solo dopo che è una medaglia storica, io neanche lo sapevo. Ho fatto le Olimpiadi e ho parecchia esperienza ma questo oro lo volevo con tutta me stessa. Ai quarti mi sono detta: questa occasione non la perdo». Come è nata la passione per la scherma? «Ho iniziato a sette anni ma mi piaceva molto di più la ginnastica ritmica. Mio fratello praticava la scherma e mio padre, che si era stancato di venirmi a vedere nei saggi, mi ha praticamente costretto a provare con la spada. Da lì è scoppiato l’amore e non l’ho più lasciata». C’è un atleta a cui ti ispiri? «Il mio idolo è Giovanna Trillini, per me un esempio assoluto. Lei mi segue anche nella squadra della Forestale. Poi, naturalmente, viene Valentina Vezzali, ha una testa pazzesca. Tra i ragazzi mi piace molto Aldo Montano, un grande campione». Ha la possibilità di gareggiare per altre medaglie nelle prova a squadre. È ottimista? «Bettendo l’Ucraina dovremo affrontare la Romania. Siamo tutte forti individualmente. Sì, possiamo farcela». I suoi colleghi della sciabola hanno deluso. Cosa non ha funzionato? «Nel femminile ci può stare, le ragazze sono molto giovani e nella squadra avversaria c’era una campionessa come Olga Kharlan. Il vero fallimento è nel maschile, i ragazzi sono tutti molto forti ma non sono arrivati in forma alla gara più importante».

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