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Giovane e capace Una speranza per il rinnovo

di Gianfranco Giubilo A Roma, dove il cinismo è spesso fonte di felice ispirazione, il commento sarebbe crudele, però realistico: «Mazzate tra cecàti». In realtà, meno drammatici aspetti presenta...

A Roma, dove il cinismo è spesso fonte di felice ispirazione, il commento sarebbe crudele, però realistico: «Mazzate tra cecàti». In realtà, meno drammatici aspetti presenta la corsa per il rinnovo delle alte cariche federali del calcio, che avevano visto Demetrio Albertini all'avanguardia, in netto anticipo sul suo presidente Giancarlo Abete. Il quale è saltato agilmente fuori dalla barca destinata al naufragio, non senza avere garantito un futuro dorato a Prandelli, che si sarebbe poi preso tutti i vantaggi, dai ricchi compensi garantiti dalle casse turche allo scarico di responsabilità per il fallimento brasiliano. Dando persino l'occasione a uno dei candidati alla presidenza, l'inossidabile Tavecchio, di inventarsi una «cantera» per coltivare futuri tecnici. Primo nome espresso quello di Cabrini, con l'illustre credito di aver guidato la nazionale femminile, senza lasciare impronte significative. Basterebbe questo accenno di programma per suggerire doverosa preferenza per il più giovane, e più capace, Albertini, il cui orientamento in merito alla futura panchina azzurra, con un campionato d'Europa alle porte, è ben più realistico e condivisibile. È Antonio Conte, l'uomo che dovrebbe ispirare e guidare la rinascita azzurra. Resta da chiedersi se vorrà sposare una scelta di vita ambiziosa ma economicamente fragile. Non ha bisogno di soldi, non ha un’immagine da rilanciare. La panchina azzurra la otterrebbe senza opposizioni, uno sfizio che si può togliere dopo i tre anni di trionfi juventini. Dunque anche in chiave azzurra sarebbe giusto dare la preferenza ad Albertini il quale, forse, ci ha messo troppo per prendere le distanze da Abete, il più tenace immobilista tra gli uomini di sport. Ma almeno si è chiamato fuori. In un calcio che reclama idee nuove, il solo in grado di programmarle è Albertini, uomo di sport e uomo di calcio.

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