La Nibali-mania ha contagiato anche la Francia. Già la scorsa settimana, dopo la tappa che si è corsa sul pavé, il quotidiano l’Équipe ha dedicato tutta la prima pagina al campione d’Italia, definendolo «dantesco» nella frazione che ha ricalcato buona parte del tracciato dell’Inferno del Nord, la Parigi-Roubaix. Per l’Italia è un onore che il pubblico francese tratti così il portacolori del team Astana, formazione kazaka con a capo Alexandre Vinokourov: sappiamo bene quanto i francesi siano legati al Tour e quanto sia importante nel mondo questa corsa, basti pensare che a livello di attenzione mediatica la corsa francese è il terzo evento al mondo, preceduto solo dalle Olimpiadi e dai mondiali di calcio. La maglia gialla è un simbolo riconosciuto in tutto il pianeta che all’Italia manca dal 1998, anno in cui Marco Pantani riuscì nell’impresa di vincere sia il Giro d’Italia che il Tour de France nello stesso anno. Vincenzo Nibali quest’anno ha preferito non prendere parte alla corsa rosa, da lui dominata lo scorso anno, proprio per preparare al meglio questo appuntamento, e fino ad oggi le scelte gli stanno dando ragione. Se Nibali dovesse riuscire nell’impresa, ci sarebbe un ricorso storico non indifferente: era infatti il 2004 quando Pantani fu trovato morto in un residence di Cesenatico. A dieci anni di distanza dalla sua dipartita, e a 16 anni dall’ultimo trionfo tricolore in terra d’oltralpe, un italiano potrebbe tornare a festeggiare sui Campi Elisi di Parigi. Vincenzo sa bene tutto ciò, tant’è vero che il pensiero al Pirata non è mancato: «È presto per dire che sono l'erede di Pantani - ha affermato ieri in conferenza stampa, durante il giorno di riposo - ho la sua maglia e ho promesso che andrò a trovare Tonina, sua madre, dopo il Tour». In effetti, la corsa è ancora molto lunga, undici giorni ci separano dal 27 luglio, quando ci sarà la marcia trionfale nel cuore di Parigi. Le principali tappe che dividono Nibali dal trionfo definitivo sono soprattutto sui Pirenei, ma prima ci sono due frazioni alpine molto difficili: l’arrivo in salita di Chamrousse (18 km di salita con pendenza media del 7%) e la Grenoble - Risoul, 177 km con l’Izoard prima dell’ascesa conclusiva. Dopo le salite alpine toccherà alle mitiche vette pirenaiche: nell’arrivo in salita di Saint Lary ci sono quattro salite da affrontare con il terribile Peyresourde posto a 40 km dalla fine; il giorno seguente, inoltre, ci sarà da affrontare il Tourmalet prima dell’arrivo in salita a Lourdes Hautacam, dove nel 2000 Marco Pantani fu staccato da Lance Armstrong in uno dei sette Tour che gli sono stati cancellati. Ma non finisce qui, perché prima della passerella finale a Parigi ci sarà la cronometro individuale di 54 km da Bergerac a Perigueux: se Vincenzo Nibali non avrà un vantaggio sufficiente rispetto a uno specialista delle prove contro il tempo come Richie Porte, si potrebbe decidere tutto nella penultima frazione.
Il nuovo «pirata» ha stregato la Francia
Nibali adesso ci crede: «Io come Pantani? Presto per dirlo, ma voglio onorare il suo ricordo»
