Mazzarri come Oscar Wilde: «Definire è limitare. Sarà un’Inter targata WM, no limits. E credo molto in Dodò». Al Paladolimiti di Pinzolo dove ieri è iniziato il ritiro dell’Inter, Walter Mazzarri si muove tra grinta e citazioni erudite per inaugurare la nuova era nerazzurra. Spazia da un’Inter che deve avere il suo marchio di fabbrica, cioè carattere da combattente e dedizione, a Ranocchia capitano, da Rolando desiderio di mercato a Vidic e la difesa a 3. E quando si tratta di definire gli obiettivi cita il Dorian Grey di Oscar Wilde (che a sua volta aveva ripreso Baruch Spinoza, ndr) . «E’ come se vivessi una seconda giovinezza, mi sembra di essere tornato al primo giorno in cui ho iniziato ad allenare – ha esordito il tecnico toscano - sono carico e voglioso anche perché con la società c'è stata molta chiarezza e stima reciproca. Anche i tifosi sono con me. Ho sempre rispettato l'opinione di tutti e con loro non ho mai avuto problemi, ma ovviamente gli applausi personali fanno molto piacere e mi danno un ulteriore stimolo». Poi rivela come disegnerà la nuova Inter: «I dirigenti interisti mi hanno detto: ìVorremmo veder una squadra alla Mazzarri”. Ecco io vorrei che fosse una squadra targata Mazzarri, che avesse il mio spirito battagliero, che non mollasse mai e lottasse sempre fino alla fine. Una squadra con un’anima. Questa sarà la nostra base. Voglio far sentire i giocatori al primo posto e dopo un anno di esperienza mi sento più sicuro di ciò che voglio proporre». Per WM, costretto a far i conti con un mercato low cost, quantità può battere qualità. Una svolta perché abbandona l’idea dei top player: «Il Mondiale ci ha insegnato che non sempre vincono i migliori valori tecnici, penso alle bellissime Costa Rica e Colombia. Nel calcio moderno bisogna avere una grande organizzazione, un grande gruppo e tanto atletismo. Servono per supplire al gap con chi sulla carta è tecnicamente più forte. La mia speranza quest’anno è di riuscire, come ho già fatto in passato, a supplire alle carenze qualitative con il carattere. Sono la persona giusta al posto giusto per questo sono fiducioso». Incorona Ranocchia (nel fine settimana dovrebbe firmare il prolungamento): «Per me la fascia va a colui che dimostrerà di essere più professionale e Andrea è il più adatto. Poi starà a lui dimostrare di meritarlo». Mazzarri sgombera il campo dai paragoni con il passato: «Non parlerò più della scorsa stagione, era un anno anomalo, di transizione. Inizia una nuova era, niente paragoni con il passato anche se penso di aver fatto bene perché l’Inter è tornata in Europa League». Mazzarri è sereno perché Thohir e la società hanno espresso con chiarezza quali sono gli obiettivi, i parametri economici e le potenzialità. Non ci sono zone d’ombra: «Ho accettato il rinnovo perché credo nel progetto e ho recepito di avere la fiducia delle parti. Farò il meglio possibile in base a quello che abbiamo». A proposito di budget, c’è la spina Rolando preferito a Astori: «Sarei felice se tornasse, ma è uno di quei casi in cui la mia volontà non basta». Sul tramontare della scorsa stagione, aveva mandato un messaggio chiaro alla società e ai tifosi: avrebbe lavorato da subito sulla difesa a 4. Non ha cambiato idea, ma ha bisogno di quel centrocampista a lungo richiesto e della rosa completa, mentre al momento diversi giocatori sono o in vacanza o ancora impegnati al Mondiale (Alvarez e Palacio). E soprattutto nel reparto difensivo manca Rolando, punto di riferimento l’anno passato, mentre Campagnaro viene considerato in uscita. Entrambi i moduli, difesa a 3 e a 4, saranno provati e metabolizzati più realisticamente tra la fine del ritiro e in America. «Lavorerò molto su quantità e spirito di sacrificio, dobbiamo avere qualcosa in più degli altri fin dalla prima amichevole. Vorrei che la società diminuisse il numero della rosa, non ci devono essere esuberi (Schelotto, Silvestre, Mudingay, ndr). E’ fondamentale che sia una rosa abbastanza ampia da onorare tutte e tre le competizioni, ma non voglio scontenti. Per il lavoro sulla difesa a quattro non ho cambiato idea, ho semplicemente invertito i tempi. Mi mancano tanti giocatori che devono tornare dai Mondiali, quando ci saranno tutti lo farò. Per ora ho Vidic e sono ripartito dalla difesa a tre per fargli capire i miei concetti e le mie intenzioni, la difesa a tre ha meccanismi più complessi di quella a quattro. Dodò è un ragazzo giovane, completa le coppie di esterni, come la società credo in lui, ma non l’ho preso per aiutare il reparto arretrato». Non resta che fissare gli obiettivi: «Mi viene una frase forte (sorride sapendo che era preparata, ndr) Definire è limitare. Punto sul gruppo e sulla voglia di non accontentarsi mai. Di sicuro dobbiamo superare a tutti i costi il primo confronto di Europa League in programma a fine agosto». I tifosi possono star tranquilli: in campo 11 lottatori con la voglia di arrivare sempre più in alto. Nessun obiettivo perché l’Inter non è tipo da accontentarsi. Per il mercato sembra finita la telenovela M’Vila dopo il braccio di ferro tra giocatore e Rubin che non vuole riconoscergli una buona uscita, a giorni il francese sarà a Pinzolo. Medel sarebbe perfetto per gli schemi e il modo di intendere il calcio del tecnico di San Vincenzo. Il d.s. Ausilio è avanti nella trattativa con la solita formula: prestito con diritto di riscatto a 7 milioni. Il cileno non sarà a Pinzolo, ma potrebbe aggregarsi al gruppo durante la tournée a stelle e strisce.
Mazzarri apre la nuova era nerazzurra
"Credo molto in Dodò, Ranocchia capitano". Il tecnico parla al Paladolimiti di Pinzolo dove ieri è iniziato il ritiro
